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Uragano, ancora problemi per il rientro dei due cuochi

I centesi Filippini e Sbriglia sono sempre bloccati nell’isola di Saint Martin I familiari arrabbiati e in ansia: «Farnesina assente, dobbiamo fare tutto noi»

Paura per i due cuochi ferraresi bloccati a Saint Martin I giovani Ennio Sbriglia e Fabio Filippini senza casa e cibo a causa dell'uragano Irma. I familiari hanno poche notizie e non riescono ad organizzare il rientro mentre nell'isola caraibica sale il clima di terrore (video rubin)LEGGI L'ARTICOLO

CENTO. «Che nervoso, perfino i peruviani sono più organizzarti di noi italiani, quando chiami la Farnesina non sanno altro che dirti di averli inseriti in una lista e averla girata agli olandesi, poi ti danno un numero di telefono di là e devi chiamare tu per sapere se l’hanno ricevuta e se ci sono anche loro», questo lo sfogo di ieri su Facebook di Antonio Sbriglia, fratello del 24enne Ennio, che assieme all’amico Fabio Filippini si trova bloccato a Philipsburg, capitale dell’isola caraibica di Saint Martin. I due centesi, pizzaiolo Sbriglia e cuoco Filippini, lavorano da mesi in una grande struttura turistica della città. Al pari di residenti e turisti da martedì scorso i due sono stati colpiti dall’uragano Irma, che ha distrutto la loro abitazione e anche l’automobile parcheggiata nel garage. Ennio e Fabio stanno bene, ma l’assenza di energia elettrica sta creando problemi di cibo, con i ragazzi costretti a mangiare prodotti in scatola e fette biscottate. Ma i problemi sono altri, dal passaggio di un altro uragano, Jose, al disordine pubblico, con furti continui, persone che si aggirano armate e la necessità di proteggere le loro cose rimaste a casa. I giovani centesi al momento sono ospiti di un amico italiano che lavora sempre nella struttura e grazie al Wi-Fi di questa riescono ogni tanto a mettersi in contatto con i familiari.

«Farnesina latitante. Intanto sull’isola c’è il caos per incidenti di ordine pubblico: non so se mi fanno più paura i locali allo sbando o gli uragani», scrive sempre sui social Lino Filippini, il papà di Fabio.

«Non sappiamo più cosa fare - conferma il fratello maggiore di Ennio -, alla Farnesina ci era stato detto che gli italiani da evacuare sarebbero stati aggregati agli olandesi, il cui governo sta già preparando il rientro mediante trasferimento negli Stati Uniti. Sempre alla Farnesina ci hanno dato un numero da contattare direttamente a Saint Martin per parlare con l’unità di crisi olandese, ma non sapevano niente di italiani da imbarcare. Allora ho richiamato la Farnesina, rischio di essere denunciato per stalker ma tutto questo ha dell’incredibile: mi hanno nuovamente chiesto i dati di mio fratello e di Fabio, ma quando ho chiesto spiegazioni per la mancanza di comunicazione con gli olandesi mi hanno chiesto come facevo a sapere certe cose e come mai avevo un numero a Saint Martin, quando a darmelo sono stati loro! Comunque stanno bene e l’unità di crisi dell’Olanda ora sta raccogliendo i nomi degli italiani; speriamo possano tornare presto». (d.b.)
 

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