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Le reti si riempiono. Il fermo pesca regala buoni frutti

Porto Garibaldi. Soddisfatti i pescatori dopo la prima battuta in mare: «Finalmente si torna a mangiare il nostro pesce»

PORTO GARIBALDI. Test superato per la prima battuta di pesca, dopo 42 giorni di fermo biologico, provvedimento voluto dalla Comunità europea per consentire il ripopolamento dei fondali. Sono una decina i pescherecci della marineria di Porto Garibaldi che, ieri mattina (11 settembre), si sono avventurati in mare, nonostante le condizioni atmosferiche ancora incerte. Alle ore 14.30 il classico “tocco” della campanella ha sancito ufficialmente la riapertura del mercato ittico, dove ha poi avuto luogo la prima asta del pescato freschissimo, appena sbarcato dai motopescherecci.

«Speriamo che la situazione si mantenga così, perché il mare grosso ha smosso i fondali - ha commentato dal peschereccio il pescatore Mirco Fogli - e siamo riusciti a pescare un discreto quantitativo di triglie e canocchie, oltre a gallinelle, suri, gamberi e un po’ di seppie. Per una calata 25 casse di pesce sono da considerare un buon risultato».



Pochi i pescatori in mare per la prima uscita dopo il fermo pesca, ma dal recupero delle reti si è registrato un segnale positivo. «Stasera si riparte alle 19 e fino a giovedì potremo pescare per 60 ore complessive - ha aggiunto Fogli - È ancora presto per dire come andrà. Speriamo di andare avanti con questi risultati e di migliorarli». Un altro pescatore, Martin Finottelli, imbarcato sul motopeschereccio Lucio, mentre trasportava casse di triglie e di canocchie al mercato ittico, ha scelto il numero per il sorteggio da un apposito sacchetto che, la direttrice del mercato Claudia Samaritani, teneva tra le mani. Il sorteggio ha poi decretato l'ordine di vendita del pescato all'asta del pesce. «Siamo andati fino a 9 miglia - ha dichiarato il Martin Finottelli -, c’era maltempo ancora, ma magari facendo più strada nei prossimi giorni, le cose potrebbero andare anche meglio. Oggi si salta il riposo, perché stasera torneremo di nuovo in mare».



Buona la prima anche a Goro, è il caso di dire, dove il mercato ittico ieri pomeriggio ha aperto i battenti con l'atteso arrivo di canocchie, triglie e moli nostrani. «Come prima battuta di pesca siamo soddisfatti - ha commentato Fausto Gianella, presidente della cooperativa La Vela - ed è andata molto meglio rispetto a quella dello scorso anno. Il fermo pesca ha portato ad avere pesce in più.

Se non ci fosse stato vento di scirocco forse avremmo avuto meno canocchie. Finalmente si torna a mangiare il buon pesce nostrano». A Goro solo il 30% delle barche è uscito dal porto, scelta dettata dal maltempo, speculare a quella adottata dalla marineria di Porto Garibaldi. I prezzi all'ingrosso oscillano tra i 5 euro al chilo per le triglie, i 24-25 euro a cassa per le canocchie piccole e i 60 euro a cassa per quelle grandi.

Katia Romagnoli
 

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