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Primi atti dell’indagine per omicidio stradale

La verità sulla tragedia di via Caretti nelle perizie dei tecnici e del medico legale Ieri l’autopsia, indagata come atto dovuto la guidatrice che ha investito il ciclista 

Dopo la tragedia, le indagini, gli accertamenti rituali per capire meglio il perchè della tragedia di via Caretti, di venerdì sera, quando Raffaele Bonazza è stato investito in bicicletta da un’automobile in transito in questo tratto di strada ed ha perso la vita.

Ieri mattina, è partita l’indagine coordinata dalla pm Ombretta Volta e seguita dagli ispettori della Polstrada di Codigoro che avevano eseguito rilievi sul luogo della tragedia e stilato la relazione con le prime sommarie conclusi ...

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Dopo la tragedia, le indagini, gli accertamenti rituali per capire meglio il perchè della tragedia di via Caretti, di venerdì sera, quando Raffaele Bonazza è stato investito in bicicletta da un’automobile in transito in questo tratto di strada ed ha perso la vita.

Ieri mattina, è partita l’indagine coordinata dalla pm Ombretta Volta e seguita dagli ispettori della Polstrada di Codigoro che avevano eseguito rilievi sul luogo della tragedia e stilato la relazione con le prime sommarie conclusioni. Il primo atto è stato quello di fissare l’autopsia, e per farlo la procura - come atto dovuto e garantito - ha indagato la automobilista, una donna ferrarese di 53 anni, per omicidio stradale.

Negli uffici della procura ieri è stato conferito l’incarico a medico legale e tossicologo, Anna Talarico e Mariano Daniele, mentre la procura ha nominato anche un perito-cinematico, Alberto Micucci che dovrà stabilire dal punto di vista tecnico tutti i dettagli dell’incidente, velocità dell’auto e la dinamica dello scontro e poi potrà confrontarsi con quello della difesa della automobilista indagata, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Carletti. Occorre ribadire che in quel tratto rettilineo di strada, via Caretti, vige il limite della velocità dei 50 km/orari. Ma la maggior parte degli automobilisti, disattenti e tanto altro, non lo rispettano quasi mai. Seppur sforando di poco. Ora il perito della procura dovrà indicare la velocità con cui l’automobile che ha investito Raffaele Bonazza, viaggiava su quel tratto di strada. Occorre anche rammentare che secondo le prime testimonianze raccolte dalla Polstrada, il ragazzo che si trovava in bicicletta sulla pista ciclabile, poi scartò per attraversare via Caretti e non avrebbe avuto nessun dispositivo di illuminazione acceso. Secondo la prima ricostruzione, la donna alla guida della piccola utilitaria, una Lancia Y10, non ha assolutamente visto il ciclista: sull’asfalto non vi sarebbero segni di frenata, e agli stessi agenti della Polstrada, la donna pochi attimi dopo l’incidente mortale ripeteva sotto choc, «Non l’ho visto, non l’ho visto».

L’autopsia dovrebbe concludersi a breve e così dare la possibilità alla pm Ombretta Volta di concedere il nulla osta per le esequie che si celebreranno in città, dove Raffaele Bonazza e la sua famiglia sono conosciutissimi.

Per tanti sarà il momento, come accaduto fin poco dopo la tragedia con un via vai continuo nella casa di via XX Settembre, di stringersi attorno alla famiglia: la mamma, Simonetta Maestri, insegnante all’Iti, il papà Marzio, maestro artigiano e al fratello più giovane Corrado, studente del liceo Ariosto. (d.p.)