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Solo 4 comuni ferraresi vanno a caccia di evasori

Premio di compartecipazione, a Ferrara importi passati da 65mila a 14mila L’assessore Vaccari: «Non controlli a tappeto, ma segnalazioni qualificate»

I Comuni collaborano con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza alla scoperta degli evasori fiscali, e in cambio vengono premiati con il 100% delle somme recuperate. Sembrerebbe una ghiotta occasione per rimpinguare le casse comunali eppure questa possibilità, introdotta fin dal 2010 a livello nazionale, non solo è stata sfruttata da un numero limitato di Comuni, ma registra un continuo calo di importi recuperati.

Nel Ferrarese, come rivela uno studio elaborato dal Servizio politiche ...

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I Comuni collaborano con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza alla scoperta degli evasori fiscali, e in cambio vengono premiati con il 100% delle somme recuperate. Sembrerebbe una ghiotta occasione per rimpinguare le casse comunali eppure questa possibilità, introdotta fin dal 2010 a livello nazionale, non solo è stata sfruttata da un numero limitato di Comuni, ma registra un continuo calo di importi recuperati.

Nel Ferrarese, come rivela uno studio elaborato dal Servizio politiche territoriali della Uil nazionale, solo 4 amministrazioni su 23 hanno sfruttato questo strumento: oltre Ferrara, Codigoro, Copparo e Sant’Agostino recuperando complessivamente, nel 2016, 40.245.

Ma gli importi, si diceva, sono in picchiata: solo il comune capoluogo è passato dai 65mila euro recuperati (e quindi incassati) nel 2015 ai 15.779 del 2016. E il trend riguarda tutta Italia, dove dopo il picco di 20 milioni di euro “rastrellati” nel 2014 la quota è scesa nel 2016 a 13 milioni, e anche il numero degli enti municipali partecipanti è sceso da 559 a 517, pari al 6,7 per cento del totale nazionale.

«I Comuni vivono di consenso - commenta Luigi Veltro del Servizio politiche territoriali Uil - e le scarse adesioni potrebbero essere motivate dalla volontà di evitare atteggiamenti impopolari. Ma sono da considerare anche altri fattori, come la carenza di personale e anche un certo raffreddamento rispetto all’entusiasmo iniziale, considerato che magari su centinaia di segnalazioni poi ne viene accettata una decina».

In realtà negli anni, come spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Ferrara, Luca Vaccari, il metodo di collaborazione tra amministrazione, Finanza e Agenzia delle Entrate è cambiato. Le principali fonti di informazione anti-evasione, per il Comune, sono le banche dati relative al catasto e alle dichiarazioni del redditi. «A questi dati hanno accesso anche Finanza e Agenzia, e sono quindi in grado di compiere già i necessari controlli incrociati». Al Comune quindi non spettano le verifiche a tappeto, ma le cosiddette “segnalazioni qualificate” che vengono inoltrate tutte le volte che viene riscontrata un’anomalia: un permesso edilizio, una richiesta di rimborso incongrua, piccole fortune che appaiono create dal nulla possono essere indizi per avviare un accertamento più approfondito».

Perciò se un tempo le segnalazioni erano più numerose, più spesso però si rivelavano poi infondate. Oggi il calo di importi recuperati, continua Vaccari, si spiega anche con le difficoltà legate all’organico dell’Ufficio Tributi, ma è stata anche la scelta di aderire fin da subito al premio di compartecipazione ad aver ridotto, nel tempo, i margini di trasgressione fiscale.

Colpisce, tra i dati 2016, l’importo totalizzato dal Comune di Copparo tanto più elevato rispetto a Ferrara. In realtà la circostanza non è così strana, perché sul piatto vanno messe sia la quantità che la qualità delle irregolarità scoperte: basta scovare anche un solo evasore importante per far lievitare il premio di compartecipazione.