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«Dimettermi? Non ci penso»

Tassinari, presidente della Partecipanza esclude l’ipotesi e apre al confronto sui temi chiave

CENTO. «Non ho alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni da presidente. Porte aperte al confronto costruttivo, ma solo nel rispetto reciproco e per il bene della Partecipanza. Tuttavia, se si arriverà al commissariamento, cosa che nessuno di noi vuole, i capisti dovranno sapere di chi è la responsabilità». È una questione di principio, quella posta ieri dal presidente della Partecipanza Agraria di Cento, Aproniano Tassinari che, con il “supporto degli otto moschettieri” che compongono il gruppo, Sandro Balboni, Fabio Ferioli, Corrado Borgatti, Massimo Pirani, Alfredo Cristofori, Bruno Casoni, Renato Borgatti e Raffaele Gilli, intende rappresentare «un valore aggiunto per la Partecipanza».

L’ente si trova da mesi in una situazione di stallo. Un 9 contro 9 che “deve essere risolto”. Il gruppo d'opposizione oggi si fa rappresentare dal portavoce Mirco Gallerani. Un confronto sempre sfociato in scontro acceso senza alcuna proposta alternativa e con no a priori su tutti i fronti.« Lo stesso Gallerani – spiegano i 9 - che all'epoca delle elezioni 2015 attaccò pesantemente la gestione del duo Draghetti-Fortini per tante questioni, dall'aumento dei costi gestionali all’operazione della scuola terreno di Reno Centese».

Una contrapposizione, riferiscono i 9, che «ha creato un pericoloso fermo amministrativo». Quindi «porte aperte e disponibilità al dialogo», e un appello da parte del gruppo guidato da Tassinari al senso di responsabilità», per andare oltre all'impasse che porterebbe, in mancanza di un accordo, al commissariamento: «Sarebbe un danno per l'ente – ha rimarcato il presidente Tassinari - a cominciare dai ritardi nella divisione ventennale dei capi. In Partecipanza ho trovato spese inutili, una situazione creditoria di 1,5 milioni di euro, in parte per l'operazione di Reno Centese e per rapporti insoluti da oltre un decennio col Comune. Tante questioni economiche/gestionali oggi da affrontare, risolvere e programmare, senza imposizioni: la pulizia dei fossati, l'intervento sugli stradelli, la divisione ventennale e la modifica dello Statuto, a cominciare dall'apertura alle donne. Bisogna iniziare a sedersi attorno ad un tavolo per raggiungere gli obiettivi, per il bene dell'Ente, dei suoi partecipanti e degli agricoltori».(be.ba.)



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