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Elezioni: Pd “appeso” a Franceschini, a destra la sfida è leghista

Ferrara, con la definizione dei collegi cominciano a delinerarsi le possibili candidature. Il collegio cittadino è la chiave di ogni scelta

FERRARA. Ufficiosamente i partiti, a partire dal Pd, non hanno ancora discusso di candidature alle politiche 2018, ma in realtà i confronti più o meno riservati sono già iniziati. La chiave per comprendere i movimenti al centro sinistra è la candidatura di Dario Franceschini: il ministro resta l’unico ferrarese ad essere praticamente certo del posto in Parlamento, ma sarà importante capire dove si presenterà. Il collegio senatoriale Ferrara-Ravenna potrebbe essere un’ipotesi più gettonata di quella nel “piccolo” collegio cittadino della Camera, ma anche il posto di capolista bloccato per Montecitorio o Palazzo Madama è plausibile. Se non sarà Franceschini il candidato alla Camera, per il Pd si aprirà un’opportunità che è anche un bel problema.

Quel collegio, a causa della presenza dell’Alto Ferrarese al completo, è tutt’altro che sicuro per la coalizione imperniata sul Pd, il quale dovrà quindi presentare un candidato forte sull’intero territorio. L’unico in grado di dare garanzie in assoluto sarebbe il sindaco Tiziano Tagliani, che però dovrebbe dimettersi in fretta trascinando il Comune al voto in un momento molto delicato. Gli altri papabili, dal vicesindaco Massimo Maisto all’assessore Aldo Modonesi, in lizza anche per la poltrona di sindaco 2019, danno sulla carta minori garanzie. A questo punto non è nemmeno escluso del tutto un “richiamo alle armi” di Alessandro Bratti, già dato in uscita per approdi professionali. L’uscente Paola Boldrini, avvantaggiata dall’alternanza di genere, e il sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini, sembrano più destinati alla lista bloccata, come pure l’iperrenziano Luigi Marattin. Resta in piedi anche la candidatura dell’assessore regionale Patrizio Bianchi.

Il centro sinistra può puntare a 2/3 posti, ma nulla è scontato. A partire proprio dal collegio della Camera, che diventa abbordabile anche per il centro destra, e in particolare un candidato leghista. Alan Fabbri, capogruppo regionale, potrebbe giocarsi carte importanti, sempre che non preferisca un posto più sicuro nella lista. In Forza Italia c’è Paola Peruffo, coordinatrice provinciale, in pole position, mentre nell’M5s tutto passa per le consultazioni on line, alle quali dovrà sottoporsi anche il deputato Vittorio Ferraresi ma che vedranno esclusi i consiglieri comunali in carica.
 

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