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Codifiume è ancora una comunità unita

Piena collaborazione tra i cittadini e le associazioni di volontariato: «Qui si vive bene e la scuola in continua crescita ne è lo specchio»

Un caffè con la Nuova a Santa Maria Codifiume

SANTA MARIA CODIFIUME. «Io, a Codifiume, ci sto bene». Luciano Baraldi, instancabile “motore” di innumerevoli iniziative, capace di far andar a braccetto qualsiasi entità, da quella del volontariato a quella sportiva, politica e religiosa, è fin troppo ovvio nel ribadire il suo amore per il proprio paese. Ma sentir dire che «qui si vive bene», anche da insegn ...

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Un caffè con la Nuova a Santa Maria Codifiume

SANTA MARIA CODIFIUME. «Io, a Codifiume, ci sto bene». Luciano Baraldi, instancabile “motore” di innumerevoli iniziative, capace di far andar a braccetto qualsiasi entità, da quella del volontariato a quella sportiva, politica e religiosa, è fin troppo ovvio nel ribadire il suo amore per il proprio paese. Ma sentir dire che «qui si vive bene», anche da insegnanti provenienti dalle due opposte sponde del Reno, allora significa che la comunità di Santa Maria Codifiume è soddisfatta.


Di quest’oasi quasi felice, se n’è parlato martedì pomeriggio a “Un caffè con la Nuova” presente il direttore Luca Traini. Spiegati i motivi di questo faccia faccia tra chi firma il giornale e la comunità codifiumese - un incontro particolarmente partecipato e ospitato nell’accogliente centro Sire - a tracciare cosa è Santa Maria Codifiume oggi, ci ha pensato proprio Baraldi.

«È una comunità coesa - ha evidenziato - cresciuta non per l’intervento di qualcuno dotato di bacchetta magica, ma grazie a tutti. Siamo la frazione di Argenta più popolata e non manca niente. Abbiamo due medici, il pediatra, il veterinario, la farmacia, la caserma dei carabinieri, insomma si vive bene. La scuola è sicuramente lo specchio di questa comunità, tant’è che abbiamo la sovrabbondanza delle iscrizioni. I carabinieri? Abbiamo un comandante scrupoloso che in alcune iniziative ha saputo dare informazioni su diverse dinamiche relative alla sicurezza».

Altrettanta attenzione - ha sottolineato Baraldi - «è stata posta dall’amministrazione comunale, risolvendo le preoccupazioni dell’incrocio tra via Imperiale e via Fascinata e trovando una soluzione anche per evitare i continui allagamenti nel centro paese». Baraldi, però, confessa di essere preoccupato «per il futuro. Se ci adagiamo - dice - se la politica è litigiosa, addio a tutto. È necessario il confronto perché è lì che si trova l’obiettivo. Se non sarà così, allora è colpa di tutti noi».

E le associazioni? Baraldi accenna solo brevemente al centro socioculturale l’Aquilone da lui presieduto, anche perché è risaputo che rappresenta il cuore pulsante dei giovani, soprattutto in quella fascia d’età così delicata come l’adolescenza.

«L’Aquilone vive da 34 anni - si limita a dire - e i giovani sono in gamba e non come vengono dipinti in giro. Le altre realtà? Questo, il centro “La Confina”, sempre disponibile ad ospitare qualsiasi iniziativa, poi il ciclismo, il tennis, la palestra, il comitato olimpico e i nonni vigili (il gruppo più numeroso; ndr) e poi la casa famiglia per minori: una risorsa per noi».

E a tal proposito, Luca Mastrangelo della comunità che nella villa Giordani ospita bambini da 6 a 12 anni, e che fa capo alla Cidas, ne ha tracciato la storia, da quando i pregiudizi iniziali della comunità, allora titubante, lasciarono spazio «all’inserimento sia a scuola sia in parrocchia, dimostrando che Codifiume è una realtà tollerante».

Giorgio Carnaroli