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Casa dei papà separati, già dodici richieste

Ferrara. Inaugurato l’alloggio di Mai Da Soli, da domani i primi ingressi. Mille persone nel Ferrarese a rischio povertà dopo la fine del matrimonio

FERRARA. Uno ha già il trolley pronto, gli altri arriveranno gradualmente a partire da domani fino a riempire tutti i posti disponibili, sei letti fissi e due brandine. Sono i padri separati che potranno trovare temporanea ospitalità nella casa “Mai Da Soli” che ieri (sabato 11 novembre), dopo nove mesi di sudatissimi lavori, è stata finalmente inaugurata in viale Alfonso d’Este 7.

Un impegno corale, cominciato con la proposta dell’associazione Mai Da Soli, proseguito con la concessione dello stabile di proprietà del Comune e completata grazie a uno slancio multiforme di solidarietà, indispensabile anche da adesso in poi. Associazioni, negozianti, amici, volontari, semplici cittadini: chi ha donato un’offerta, chi ha fatto un bonifico, chi ha portato un mobile, chi è riuscito a ricavare comodini da un armadio, chi si è reso disponibile per rimettere a nuovo l’edificio. Che, rispetto alla data di inizio lavori, il 25 febbraio scorso, è davvero irriconoscibile. Dove c’erano vuoto e calcinacci ora c’è una cucina attrezzata, una sala comune accogliente e comode camere da letto. Sono (anche) i particolari a fare la differenza: quadretti colorati, un centrino, un soprammobile, piccoli oggetti per trasformare un alloggio in una casa. Un luogo per tirare il fiato, non sentirsi abbandonati in un momento duro della vita e ricominciare. «Ognuno di noi ha provato e prova un grande dolore - ha detto il presidente di Mai Da Soli Stefano Ferrari ringraziando tutti i “supporters” del progetto e lo staff - Abbiamo voluto trasformare questa sofferenza in qualcosa di positivo, e offrire un aiuto a quei padri che, dopo una separazione, devono affrontare grossi problemi affettivi, economici e abitativi».

L'inaugurazione della Casa Mai Da Soli
L'inaugurazione della Casa Mai Da Soli


Una vera emergenza silenziosa. «Una nuova povertà - l’ha definita il vicario generale della Diocesi, monsignor Massimo Manservigi nel dare la benedizione alla struttura insieme a don Andrea Zerbini - che in Italia coinvolge 800mila persone finite, dopo una separazione sotto la soglia dell’indigenza».

Nel Ferrarese il problema coinvolge - secondo una stima di Mai Da Soli - circa un migliaio di persone. La Casa di viale Alfonso d’Este rappresenta una zattera a cui aggrapparsi per evitare il naufragio. I futuri ospiti, come spiega ancora Stefano Ferrari, hanno un’età media di quarant’anni e attualmente sono ospitati da amici o dai genitori. Sono per lo più operai e impiegati, con uno stipendio bastevole in condizioni normali, ma del tutto insufficiente a fronteggiare spese e incombenze di colpo raddoppiate dopo la fine del matrimonio. «Persone passate di colpo da un’esistenza integrata a uno stato di bisogno - è intervenuto il sindaco Tagliani - E che spesso per pudore faticano a manifestare questa loro necessità. Abbiamo accolto con entusiasmo il progetto di Mai Da Soli, perché dà una risposta a un segmento di emergenza che, per i meccanismo delle assegnazioni delle case popolari, spesso resta in coda».

Presenti all’inaugurazione, insieme ai tanti che, a vario titolo, hanno contribuito a condurre in porto il progetto, anche gli assessori Serra (Patrimonio), Sapigni (Servizi sociali) e Modonesi (Lavori Pubblici). Il progetto ha consentito, tra l’altro, di far rinascere lo splendido edificio accanto ai Bagni Ducali, per il quale il Comune in passato aveva cercato già di trovare il giusto utilizzo. «L’importante - ha sottolineato Sapigni - è che questo luogo non si trasformi in un bozzolo chiuso per i suoi ospiti, ma sia un’occasione di ripresa e di riapertura al mondo e alla socialità». Secondo il regolamento l’accoglienza non potrà durare più di 12 mesi. La quota per ciascun ospite è di 250 euro mensili, tutto compreso. A oggi sono 12 le domande arrivate che saranno vagliate in base all’ordine cronologico, al reddito e alla sottoscrizione del regolamento messo a punto dai legali di Mai Da Soli. Le parrocchie metteranno a disposizione generi di prima necessità; sul retro c’è un orto dove stanno già crescendo prezzemolo, rosmarino, peperoncino, e le piante di rose sono una promessa di primavera.
 

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