Quotidiani locali

LA DOMENICA

Fico, occasione da non perdere

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara sulla nuova Disneyland della filiera agroalimentare italiana

FERRARA. Un’occasione unica. Fico, la Disneyland della filiera agroalimentare italiana che da mercoledì aprirà caselli e cancelli al pubblico, punta a sei milioni di visitatori l’anno e ne sogna dieci, con l’obiettivo dichiarato di essere un volano per i flussi turistici dall’estero. Se la realtà confermerà le aspettative – e le premesse sono incoraggianti, segnate dall’interesse della stampa di mezzo mondo – sarà un’iniziativa capace di incidere sui volumi nazionali, figuriamoci che impatto potrebbe avere sui numeri ridotti di Ferrara.

Ferrara città che da gennaio a settembre ha registrato 350mila pernottamenti – e sono già un record, il dieci per cento in più dello scorso anno. La provincia di Ferrara, che al di fuori dell’estate ai lidi (2.420.000 presenze nei primi nove mesi dell’anno, +18,3%), raccoglie ben poco pur avendo lungo il Po, nel Delta e nelle Valli ambienti unici, da scoprire.


Fico è a 46 minuti d’auto dal castello estense, assicura Google che ancor prima dell’apertura lo annovera tra le destinazioni; a 41 minuti dalle valli d’Argenta, ad un’ora da Comacchio. Pensate se riuscissimo ad attrarre anche solo un centesimo dei visitatori stranieri… E se fosse invece il 5%, come ha subito rilanciato il direttore dell’Ascom, Davide Urban a cui ho girato la riflessione? Se fosse, il sistema ferrarese avrebbe fatto bingo.
L’opportunità è enorme. Ma può essere colta solo se coltivata con intelligenza, predisponendo un’azione coordinata pubblico-privata per intercettare il turista tipo, quello che atterra al Marconi o scende alla Stazione Centrale, alloggia in centro a Bologna e va a Fico con la navetta. Che ignora Ferrara perché nessuno gli ha detto della città del Rinascimento, dei Diamanti e della salamina; né prima di partire, quando si è organizzato sul web, né all’arrivo, tanto meno lungo i viali targati Eataly.

Nello spazio espositivo della riseria Grandi, un proiettore fa scorrere alle pareti le immagini affascinanti del Delta del Po; l’azienda giustamente caratterizza il suo prodotto narrandone le radici che affondano in una terra unica. Ma chi si preoccupa di spiegare ai visitatori che quella terra è là, verso il mare; chi indica loro che è una destinazione turistica, che ci si può andare; chi li accompagna?


Sono sincero, in questi giorni mi sarei aspettato di assistere ad un confronto serrato su questi temi, di ascoltare le idee e le strategie delle amministrazioni e dei consorzi di settore, che su cento altri temi si fanno sentire. Poco o niente. Ho raccolto giusto qualche voce isolata – e due o tre preoccupate per l’impari concorrenza. Nessuna chiamata a far squadra, tanto meno un abboccamento sulla possibilità di trovar spazio all’interno di Fico – perché no? – se non con un corner in proprio come quello dell’ufficio informazioni di Bologna (il turismo ci colloca in Romagna, credo che il bancone emiliano ci sia precluso), magari ospiti (paganti) delle aziende ferraresi che a Fico hanno investito. Zero ragionamenti su trasporti, pacchetti, offerte.


Peccato. Eppure l’occasione è troppo importante per non provarci. Provarci è doveroso. Le pagine della Nuova sono ovviamente a disposizione come luogo di dibattito, come sempre, ma in questo caso compiamo anche un passo in più: invitiamo gli operatori del settore a sedersi attorno allo stesso tavolo, a ragionare delle possibilità nuove sul triangolo Bologna - Ferrara - Lidi. Assieme ad Ascom stiamo organizzando l’occasione.
Buona domenica.


Luca Traini


 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista