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Stop ai fallimenti Arriva la liquidazione giudiziale dei beni

A gestire la crisi dell’azienda sarà un organismo camerale Più vantaggi se l’allerta è attivata dall’imprenditore

Via la parola fallimento, che segna come una condanna per l’imprenditore. In affari può andar male, ma se accade per motivi di mercato e non per condotte illecite, allo stesso imprenditore deve essere data la possibilità di riprovarci, con l’auto della Camera di commercio. A questa logica si ispira la riforma del diritto fallimentare approvata, dal Parlamento con l’obiettivo di intervenire prima che sia troppo tardi evitando che all’azienda non resti altra strada che l’insolvenza.

Al fallimento, dunque, si sostituisce una procedura semplificata di liquidazione giudiziale dei beni, nella quale si innesta una possibile «composizione assistita» con i creditori. A gestirla sarà un organismo pubblico presso la Camera di commercio. L’allerta sarà attivabile su richiesta dell’imprenditore, o d’ufficio dal Tribunale su istanza dei creditori pubblici, e punterà a una composizione con i creditori, o alcuni di essi. L’esito negativo della procedura d’allerta sarà pubblicato nel Registro delle imprese, che certificherà la solidità finanziaria delle imprese partner o concorrenti. Se l’allerta è attivata dall’imprenditore, per lui sono previsti anche vantaggi premiali, come la non punibilità penale se il danno è leggero, attenuanti per gli altri reati, sanzioni e interessi ridotti sui debiti fiscali. Tra l’altro i fallimenti sono in calo in provincia di Ferrara.

«Particolare attenzione – sottolinea Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara – riserveremo alla necessità di anticipare le procedure attraverso le quali si guarda alle condizioni reali dell’impresa, agendo preventivamente per consentire la continuità aziendale. Anche per questo – evidenzia il presidente della Camera di commercio - proseguiremo sulla strada della collaborazione con le associazioni di categoria e gli ordini professionali al fine di diffondere il più possibile tra le imprese la conoscenza di tale importante opportunità».

Procede, intanto, a pieno ritmo il supporto della Camera di commercio a consumatori e piccoli imprenditori alle prese con la rinegoziazione dei propri debiti: presentato agli organi di informazione esattamente u anno fa, sono già 32 le procedure in corso gestite dall’Organismo di composizione delle crisi da sovradimensionamento da parte dell’Ente di Largo Castello. Artigiani, commercianti, start up innovative, consumatori e tutti coloro che fino a ieri erano “troppo piccoli” per fallire possono, dunque, rivolgersi, nel caso si trovino ad avere un eccesso di debiti per esempio con le banche o con il fisco, alla Camera di commercio (accreditata dal Ministero della Giustizia) e proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti con un piano di rientro che cadenzi secondo le reali possibilità del soggetti, la restituzione almeno di una parte del dovuto.

Il debitore, sotto il controllo del Tribunale, può, alternativamente, formulare una proposta di accordo con i creditori; chiedere la liquidazione del patrimonio o proporre - solo se riveste la qualifica di consumatore - un piano di ristrutturazione dei debiti.

E mettendo a disposizione anche solo un piccolo patrimonio, potrà ottenere la liberazione da tutti i debiti pregressi, il cossidetto "fresh start" ("ripartenza", seconda "chance").



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