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Tempesta di vento Danni sulla costa

Ferrara si sveglia al gelo, alberi abbattuti e incidenti a decine

PORTO GARIBALDI. Dalla primavera all’inverno in meno di ventiquattro ore. Il termometro è precipitato dai 18 gradi dei giorni scorsi allo zero nella prime ore del mattino di ieri, quando Ferrara e provincia si sono svegliate sotto una pioggia battente resa particolarmente violenta dal vento molto forte e dal freddo pungente. Lo scenario, soprattutto nel medio e basso ferrarese, è apparso in diverse zone apocalittico e se da un lato è vero che la colpa è del maltempo improvviso e violento, dall’altra qualche domanda dovremmo iniziare a porcela (e a porla).

Chi viaggia in auto è in costante pericolo. Le strade, in particolar modo quelle provinciali e statali, sono ridotte a colabrodo con buche, avvallamenti e mancanza di segnaletica orizzontale. Nella zona di Codigoro, Ostellato, Lagosanto, Migliarino era difficile, anche a velocità estremamente ridotte, tenere il controllo dell’auto per la quantità d’acqua che resta nella carreggiata e le voragini aperte nella stessa. Tantissimi i mezzi rimasti in panne o che hanno riportato danni alle gomme. Colpa della pioggia? Non proprio. I cittadini, come anche diversi sindaci, da mesi e mesi chiedono interventi di messa in sicurezza e come volevasi dimostrare, con le prime nebbie e il primo ghiaccio i disagi non si contano. E sì, bisogna andare piano e stare attenti ma con le strade in queste condizioni e il maltempo che non ha dato tregua, anche viaggiando a velocità minime il rischio resta altissimo. Colpa del maltempo? No, bisogna prevenire e sistemare proprio per affrontare simili emergenze nel migliore dei modi.

Messa meno peggio, ma pure sempre pericolosa, la statale Romea che ha visto l’aumentare del traffico pesante molto probabilmente per la chiusura delle autostrade ai camion per ghiaccio e neve. Gli uomini dell’Anas hanno lavorato costantemente, cercando di riempire le buche in qualche modo.

Verso la costa, lo scenario è da film. Da Lido Spina a Lido Volano sono decine e decine gli alberi caduti e centinaia i rami spezzati. Pini marittimi enormi ancora una volta caduti su cancelli, auto, e strade. Colpa del vento? Sarà, ma forse è il caso di intervenire in maniera massiccia considerato che si tratta di piante con radici superficiali e chiome che non vengono sistemate da decenni ed è vero, alla fine sono i temporali a farli cadere ma non si può pensare di lasciare piante del genere a costeggiare marciapiedi e piazze, soprattutto dopo i cambiamenti di questi ultimi anni, dove la pioggia rimasta in cielo per mesi viene giù tutta in una volta.

A Lido Spina strade bloccate, così come a Lido Estensi soprattutto in viale Leopardi dove una pianta, cedendo, ha anche rotto le tubature dell’acqua trasformando la via in piscina. Stentavano a crederci i residenti in viale Bonnet a Porto Garibaldi dove di alberi secolari ne sono caduti tre, direttamente sulla piazza sistemata da poco bittando giù anche lampioni, panchine e centraline e “per fortuna che non passava nessuno”. Pini caduti anche su qualche macchina in sosta, così come all’interno del cortile del complesso Remo Brindisi.

Altro disastro a Lido Scacchi dove in viale degli Scacchi di alberi ne sono rimasti ben pochi tra quelli caduti la scorsa estate e quelli non risparmiati nella mattinata di ieri. Gli uomini dei vigili del fuoco, i volontari della protezione civile hanno lavorato per ore ed ore, così come diverse ditte chiamate da provati che si sono trovati con i giardini distrutti.

Il vento fortissimo in diversi casi ma soprattutto a Lido Estensi nel retrospiaggia, ha spinto i cassonetti fin sulla strada, rovesciandoli e facendoli finire anche contro auto in sosta. Insomma, l’inverno è arrivato con tutta la sua forza, senza nemmeno farsi annunciare. Qualche danno, invece, si sarebbe potuto evitare. Il territorio è vasto, i soldi pochi ma quando il rischio è annunciato non si può non intervenire.

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