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L'INCHIESTA

Trafficanti sbarcati ai lidi, indaga la Dda

Arriva dall’Albania la droga sequestrata. Pool dei carabinieri di Ferrara e Ravenna

FERRARA. L’inchiesta ora deve fare il “salto”. Dopo la scoperta delle oltre due tonnellate a Lido Spina la notte del 17 ottobre scorso e adesso quelle sequestrate a Lido Classe nel Ravennate (2 tonnellate e 800 chili) venerdì scorso, 10 novembre, gli inquirenti vogliono capire da dove arrivi la droga, chi la spedisce e chi muove i fili all’arrivo dei carichi lungo la nostra costa. Per farlo occorrono più poteri investigativi per cercare all’estero, fuori dai confini della nostra regione: ecco allora, come vuole la prassi in circostanze come queste, entrare in scena la Dda, la direzione distrettuale antimafia, la procura speciale che ha sede a Bologna e che permette con le proprio ramificazioni e poteri di fare un passo dopo l’altro, investigativo per scoprire l’origine dei carichi record di droga che invadono la nostra e le province vicine.

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Anche questo è un segnale che il Ferrarese, ormai, non è più solo terra di conquista di piccoli gruppi di trafficanti, ma come segnalato da tempo dalle forze dell’ordine, qui da noi hanno trovato casa i “grossisti», i terminali dei giri di droga dall’Albania e dalla Spagna. Per non dimenticare quelli in partenza dalla Nigeria. Sono i dati oggettivi riscontrati dopo sequestri dei carabinieri (le tonnellate di hashish e marijuana) e anche della Polizia, proprio qui in città, con una serie di operazioni antidroga senza precedenti nella storia criminale cittadina: 12 chili e mezzo sequestrati ad un marocchino in auto con moglie e figli piccoli, altri 5 chili fatti arrivare da due marocchini da Modena e bloccati nel parcheggio del market di via Caretti, e infine il carico record di 120 chili di marijuana e hashish nascosto tra arance, mandarini e melograni spediti dalla Spagna e sequestrati in un magazzino di via Marconi (tre albanesi arrestati con un marocchino e uno spagnolo).

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E adesso, il nuovo allarme, scattato in questi giorni, dopo la scoperta a Lido di Classe del carico appena arrivato (dall’Albania, la prima ipotesi). Un carico di quasi 3 tonnellate fatto spiaggiare dopo il viaggio via mare, sulla sabbia della riserva naturale tra le foci del Bevano e del Savio: Parco del Delta del Po ravennate. Come nel Parco del Delta del Po è l’area delle Vene di Bellocchio a Lido di Spina, dove era stato fatto arrivare il carico in pacchi impermeabili e segnati con codici di produzione, sequestrato a metà ottobre.

Dunque, i trafficanti di droga - la mafia albanese - usa le riserve naturali come nuovi approdi, perchè più sicure e tranquille, dopo aver scartato le rotte tra Albania e Puglia e le altre regioni del Medio Adriatico, ormai tutte bruciate. Come la nuova rotta verso le nostre coste, visti i due sequestri e una perdita di oltre 50 milioni di euro: anche la mafia albanese sa far di conto. Per quanto riguarda le 4 persone arrestate dai carabinieri del Ravennate, ieri i magistrati hanno convalidato l’arresto e ordinato la custodia in carcere: sono 3 ragazzi albanesi di poco meno di 20 anni, manovali e usati come “braccia” per scaricare e caricare i pacchi, e un camionista che risiede in Piemonte un italiano. Per fare il “salto”, inquirenti ferraresi e colleghi di Ravenna hanno già iniziato a lavorare: vogliono capire chi e da dove sono stati spediti i bastimenti carichi di droga.

Daniele Predieri
 

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