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Il vescovo Perego: Un'accoglienza non organizzata, che doveva essere fatta diversamente

Il presidente di Federcopesca: la barricate un'idea delle donne. E qualcuno ci ha usato

Conoscenza e cultura dell'incontro sono state le parole chiave della visita, effettuata ieri mattina a Goro e a Gorino dall'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego. La giornata interamente trascorsa tra le realtà produttive locali legate al mondo della molluschicoltura e della pesca, ha preso avvio dallo stabulario della Copego, definito da Vadi Paesanti, presidente di Federcopesca-Confcooperative Emilia Romagna, come «l'enclave della vongola verace».

Gorino e le barricate: il racconto al vescovo Perego "Ci hanno usato e le barricate sono state volute dalle donne, che hanno poi chiamato i loro mariti". Il presidente Federciopesca Vadis Paesanti passeggiando con i vescovo Perego in porto a Goro spiega la questione barricate e migrandi sotto un punto di vista nuovo. Video di Filippo Rubin

A guidare l'arcivescovo in visita ai porto di Goro e di Gorino, che insieme rappresentano la quarta marineria italiana, è stato il maresciallo Fabrizio Salvemini, comandante dell'Ufficio Locale Marittimo.

Dopo esser salito a bordo di un peschereccio adibito alla pesca a strascico, per scoprire il frutto delle calate notturne, monsignor Perego, si è soffermato sul ricordo delle barricate di Gorino di un anno fa, quando i bancali di legno e un muro umano impedirono l'arrivo di 12 donne migranti. Per l’arcivescovo è stato «il simbolo della fatica, rispetto ad un'accoglienza non organizzata, che doveva essere fatta diversamente. Quell'episodio è stato il segno dell'esasperazione. Ora l'Anci ed il ministero dell’Interno stanno lavorando attorno ad un progetto di accoglienza diffusa - ha precisato l'arcivescovo - , un modello importante, che vede anche questo territorio riflettere sul problema della migrazione che passa dal 15% di Ferrara allo 0,6% di Goro». Secondo il presidente di Federcopesca, a Gorino le barricate sono state volute dalla donne e qualcuno avrebbe comunuque scelto Gorino per alzare un polverone.
La soluzione avanzata dall'arcivescovo è riposta anche nelle 2mila parrocchie italiane, in grado di avviare processi di conoscenza e di valorizzazione attiva delle persone accolte. L'arma pacifica per contrastare il pregiudizio, secondo Perego è la cultura dell'incontro, ma anche il lavoro «è una realtà fondamentale per costruire relazioni significative sul territorio».
 

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