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«Don Giovanni ha lasciato un grande vuoto in noi»

Chiesa gremita ieri all’Immacolata per l’ultimo saluto al parroco Camarlinghi Il ricordo dei due vescovi, della comunità e di chi ha ricevuto del bene dal sacerdote

Un saluto accorato, commosso, condiviso fra bambini, tantissimi giovani e adulti. Una grande partecipazione della comunità che ha gremito anche il piazzale dell'Immacolata, ieri ha voluto dare l'ultimo saluto al suo parroco don Giovanni Alberto Camarlinghi scomparso il 27 novembre all'età di 70 anni in seguito a grave malattia. «Un pastore che vi ha guidati per 32 anni - ha ricordato l'arcivescovo mons Gian Carlo Perego - e che è stato uno dei primi sacerdoti che ho incontrato dopo il mio arrivo a Ferrara. Lo trovai sorridente ma preoccupato per la sua comunità verso la quale nutriva un affetto ed un'attenzione infinita ed anche pochi giorni fa a Modena dove era ricoverato, seppure affaticato dopo un'ennesima crisi, nutriva ancora la speranza di riprendere la sua attività». Fu un contemplativo della Parola e del popolo, verso cui provava un vero amore che continuamente ricreava restando sempre in ascolto per conoscere le necessità della gente e cercare di risolverle. Una figura che lascerà un profondo vuoto fra i suoi parrocchiani, che lo hanno ricambiato con lo stesso grande sentimento, con gli occhi pieni di lacrime e con le parole dei bellissimi canti eseguiti dai giovani della parrocchia. «Tanti sono stati i viaggi di don Giovanni in Terra Santa - ha quindi concluso Perego - ora incontrerà la Gerusalemme celeste, ma continuerà a guidarci con la fede, la speranza e la carità».

Cominciando dai più piccoli è stato poi un susseguirsi di preghiere. «Grazie per averci tenuto per mano, di essere stato per noi un pastore prezioso, un punto di riferimento nella gioia e nel dolore, ma anche un simpatico compagno di giochi». «Ci hai sostenuto economicamente e spiritualmente - hanno ricordato i parrocchiani - trasformando le famiglie in una famiglia». Le testimonianze si sono succedute con ringraziamenti alle persone che si sono prodigate durante la malattia. Infine i saluti dell’arcivescovo emerito Luigi Negri presente alle esequie, i messaggi di monsignor Rabitti e Turazzi e l'ultima benedizione prima della sepoltura a Masi Torello.

Margherita Goberti



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