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Picchiato dai rapinatori Il faccia a faccia in aula

Venne aggredito e derubato nel suo negozio, un "compro oro" di corso Porta Mare. Davanti ai giudici il riconoscimento dei suoi due aguzzini, arrestati dai carabinieri  

FERRARA. L’avevano picchiato, legato, imbavagliato con un nastro da pacchi e lasciato dentro il suo negozio, Aurum, un ”compro oro” in corso Porta Mare dopo aver rubato preziosi e contanti per 50mila euro.

Ieri, quasi un anno dopo la rapina che subì, Marco Giulianelli, l’anziano titolare del negozio, 73enne, è stato costretto ad un faccia a faccia con i suoi rapinatori, perché protagonista dell’udienza in tribunale davanti al gip Monica Bighetti e al pm Isabella Cavallari. E’ stato chiamato qui per riconoscere i suoi aguzzini-rapinatori, già arrestati dai carabinieri: due fratelli di 22 e 28 anni, rom italiani, che abitano in provincia, autori materiali di rapina e pestaggio, per l’accusa. Ma i due ragazzi, attraverso il difensore, Alberto Bova, sostengono di non esser loro gli autori della rapina e così è stato chiesto l’incidente probatorio (per congelare la prova del riconoscimento davanti al giudici). L’anziano, vittima di botte e rapina, ha riconosciuto i due ragazzi - così ha detto in aula al giudice -, il primo al 70%, il secondo al 90%.

E ora la procura valuterà la prova per chiedere il processo ai due. E non solo loro, perché i carabinieri di Ferrara riuscirono ad identificare e bloccare tutta la banda che girava attorno a quel colpo: fu arrestato per ricettazione anche il padre dei due ragazzi, D.N. un macedone di 52 anni e due dei ricettatori. Poi due ferraresi conosciuti dalle forze dell’ordine. Nei guai per ricettazione, ma furono solo denunciati, uno zio dei due rapinatori, un operaio, unico tra tutti ad essere incensurato. La rapina, ricordiamo, venne messa a segno il 28 gennaio scorso: i due lo bloccarono dentro il negozio e lo picchiarono e per poter agire indisturbati. Una scena da arancia meccanica, perché l’anziano venne immobilizzato e imbavagliato, poi i due fecero razzia di ori, portando via preziosi e contanti per 50mila euro. L’anziano venne liberato alcune ore dopo dalla figlia arrivata in negozio che diede l’allarme.

Come venne scoperta la banda? Grazie ad un loro passo falso: uno degli uomini incaricati di piazzare la refurtiva (uno dei ferraresi) andò nello stesso negozio rapinato due settimane dopo il colpo e venne riconosciuto dalla figlia che chiamò i carabinieri che lo arrestarono mentre cercava di piazzare oro e preziosi.

Le indagini che portarono all’arresto videro il coordinamento della Compagnia Carabinieri Ferrara (i capitani Marco Angeli e Antonino Di Noia e il luogotenente Gennaro Carrassi del Norm) che ricostruirono l’accaduto e chiesto e ottenuto gli arresti: la rapina fruttò un chilo e 79 grammi di oro, quasi tre chili di argento e ventimila euro di contante: 50mila euro. Gravi le lesioni al titolare: 40 giorni di prognosi tra cui la frattura della tibia sinistra. Ad incastrare la banda sono state le impronte digitali, riconducibili ai due fratelli, repertate dal Ris di Parma sul nastro adesivo usato per imbavagliare e legare Giulianelli.

Daniele Predieri
 

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