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Pioggia di avvisi Tari «Ma io ho già pagato»

Proteste e segnalazioni dai contribuenti che contestano le cartelle 2015 e 2016

La pioggia di avvisi di accertamento per le Tari 2015 e 2016, che stanno cadendo in questi giorni sui contribuenti ferraresi, contengono una quota non trascurabile di errori. Somme già pagate o non dovute, insomma, che sta però ai contribuenti riconoscere e “smascherare” di fronte agli addetti dell’Ufficio Tari del Comune, magari utilizzando i moduli di autotutela. È la conclusione che si può trarre incrociando le numerose segnalazioni affiorate sui social o giunte direttamente in redazione, con le prime spiegazioni dell’amministrazione comunale. Non è possibile sapere quanti siano gli avvisi destinati alla contestazione: l’unico dato certo a disposizione è il numero delle lettere inviate dal Comune, 18mila per le ultime due annate di tassa rifiuti. «Ma io ho già pagato» è il tam tam che sale da Facebook, con svariate articolazioni: «È arrivata a me e la tassa è intestata a mio marito», «mi sono arrivati 83 euro da pagare ma io avevo già provveduto», «si può chiedere il rimborso? L’ho pagata perché credevo fosse dovuta a un ritardo di pagamento...»; «pure a me arrivata, ho trovato le ricevute e ho chiamato, mi hanno detto di mandargliela tramite email e così ho fatto».

Cosa c’è scritto in queste cartelle? «Da un controllo dei versamenti effettuati - si legge in un avviso di accertamento per 53 euro - non risulta ancora pagato quanto dovuto per l’anno 2015 a titolo di Tari, in relazione agli avvisi bonari inviati dal Comune di Ferrara, come sotto riportato». L’avviso mette fretta, perché la somma di partenza resta tale solo in caso di pagamento entro i 30 giorni dal ricevimento: lievita a 66 se si paga entro i 60 giorni, con possibilità di rateizzazione. Nella lettera si indicano i canali attraverso i quali ottenere informazioni (bisogna andare al Servizio Tari, con biglietti eliminacode che vengono distribuiti dalle 8.40 alle 12.40, 70 al mattino e 30 al martedì pomeriggio), e come si può chiedere il riesame in autotutela, che non sospende i termini per l’eventuale ricorso giudiziale. Per la cronaca, il contribuente in questione ha allegato le ricevute di pagamento effettuate nel marzo 2015, che testimoniano la correttezza del suo comportamento.

Per i casi di pagamenti non dovuti si possono fare diverse ipotesi: «Gli uffici incrociano i dati sui pagamenti dell’Agenzia delle entrate con i nostri: quando alla nostra banca dati il pagamento non risulta - è la ricostruzione di Luca Vaccari, assessore al Bilancio - parte l’avviso. Mi dicono possano esserci errori da parte delle banche pagatrici sul codice Comune, basta sbagliare una cifra per far dirottare altrove i soldi. Molti si dimenticano poi di dichiarare di aver lasciato l’immobile dove pagavano la Tari. L’avviso con la cifra da pagare serve a saltare un passaggio per chi si accorge di dover pagare subito». Si annunciano lunghe code in via Maverna.

Stefano Ciervo

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