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L’opposizione vota a favore ma critica le scelte politiche

BERRA . L’approvazione unanime del progetto di fusione tra Ro e Berra ha messo in evidenza diversi distinguo, soprattutto da parte dei due gruppi di opposizione. «Una fusione che deve essere fatta...

BERRA . L’approvazione unanime del progetto di fusione tra Ro e Berra ha messo in evidenza diversi distinguo, soprattutto da parte dei due gruppi di opposizione. «Una fusione che deve essere fatta - ha detto e ribadito il leghista Stefano Bigoni, capogruppo di “Uniti per Berra” - se non si coglie questa opportunità i Comuni, soprattutto quelli piccoli come il nostro, già affetti da un processo di migrazione, in assenza di opportunità economiche e sociali si troveranno a gestire risorse insufficienti, anche ad assicurare la sopravvivenza dell’identità stessa. Sia ben chiaro però, che molto dipenderà dalle scelte che verranno fatte da chi ci governerà».

Diversa e più complessa, invece, la motivazione del voto favorevole da parte del gruppo “Interesse Comune”, approvazione molto scettica e polemica: «È indiscutibile che il contributo economico è una grossa occasione ma sono molti i punti dubbi - spiega il capogruppo Simone Grandi -. A partire dalla relazione di fattibilità, scritta male e con molti errori, come ad esempio il richiamo alla linea ferroviaria di Polesella, con la quale noi abbiamo nulla a che vedere. Un progetto che per il prezzo che è costato, circa 6mila euro, poteva e doveva essere fatto meglio, più veritiera e forse con qualche parere non tecnico, bensì di liberi cittadini. Ma ora andiamo avanti, anche perché peggio di così non si può andare... e se rinunciamo a questo contributo soltanto la manna caduta dal cielo ci può aiutare». (m.b.)



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