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Carife-Bper, trasloco ormai concluso «Problemi residuali»

Il direttore Rosignoli: in filiale sono in grado di risolvere i casi I sindacati chiedono la clausola di salvaguardia sui disservizi

A distanza di oltre due mesi dalla “settimana nera” del passaggio da Nuova Carife a Bper, vanno registrati gli ultimi strascichi dei disservizi informatici innescati dal blocco della trasmissione dati dei clienti dalla vecchia alla nuova banca, poche ore dopo l’avvio dell’operazione, il 20 novembre scorso. «Restano davvero situazioni residuali, la nostra “room” sulla fusione che si riunisce ogni giorno oggi ha solo una riga di segnalazioni da analizzare» così ieri mattina fotografava il rientro alla normalità, o quasi, Antonio Rosignoli, direttore della divisione Ferrara della banca modenese. Qualche lamentela, non solo tra gli oltre 20mila clienti con il conto corrente on line, continua ad esserci: la titolare di un bar del centro che vuole tracciare un versamento e dal bancomat non riesce a leggere i movimenti di novembre; un amministratore di condominio, Nicola Rimessi, che ha ancora problemi di operatività on line; Roberto Zapparoli (Federconsum) che ha “girato” alla banca le segnalazioni di iscritti per disguidi relativi al pagamento automatico di bollette, a novembre. «In generale, possiamo dire che restano problemi affrontabili al proprio sportello - risponde Rosignoli - Se non è possibile dare una risposta immediata, le direzioni di filiale hanno gli strumenti per arrivare alla soluzione, anche rivolgendosi al capo area o alla direzione territoriale, dove lavorano 50 persone. La situazione degli amministratori di condominio è un po’ particolare, perché alcuni di loro continuano ad operare con una sola posizione on line, mentre bisogna aprirne una per ogni condominio».

Il minor afflusso di persone agli sportelli, dovuto appunto al calo di “casi” da affrontare, sta consentendo ai dipendenti di dedicarsi alla formazione sulle nuove procedure, che sono cambiate in maniera radicale con il passaggio a Bper. I “riallineatori” modenesi che dovevano rimanere nelle filiali per poche settimane sono ancora a Ferrara, e in buona parte resteranno almeno per un’altra settimana, stando alle garanzie ottenute dai sindacati aziendali. Proprio a livello sindacale si giocherà l’ultima mano della partita-fusione, cioè la copertura dai rischi dei disservizi operativi in favore dei dipendenti ex Carife. «Vorremmo discutere con l’azienda di una sorta di clausola di salvaguardia da sanzioni disciplinari per i dipendenti, che copra il periodo nel quale si sono verificati questi disservizi - spiega Nicola Cavallini, responsabile aziendale della Fisac Cgil - Il rischio operativo si è moltiplicato per responsabilità non dei dipendenti». La richiesta di clausola finirà sul tavolo della contrattazione aperto da tempo, ma i sindacati, a proposito di effetti della fusione, intendono proseguire il confronto anche sul futuro: tra i costi dei disservizi potrebbero infatti iscriversi chiusure conti, «un elemento di preoccupazione» lo definisce Cavallini, anche perché la Direzione territoriale di Ferrara è già la più piccola di tutte le articolazioni Bper. I dipendenti ex Carife dopo il passaggio ai modenesi sono circa 520 ma ormai si deve parlare di organico complessivo della direzione.

Stefano Ciervo

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