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Messe per ricordare le vittime del poligono

Le cerimonie due anni dopo la tragedia. Quattro gli indagati

La tragedia del poligono Un anno fa l'inferno di fuoco di Portomaggiore: tre morti, tre indagati. La struttura non era autorizzata, ma le autorità erano state informate Leggi l'articolo

PORTOMAGGIORE. Due anni fa oggi tre persone perdevano la vita nel rogo del poligono di Portomaggiore. L’incendio non ha lasciato scampo a Paolo Masieri (47 anni), Lorenzo Chiccoli (73 anni) e Maurizio Neri (66 anni). In memoria di quest’ultimo oggi alle 16 nella chiesa di Masi San Giacomo verrà celebrata una messa. E un’altra messa sarà celebrata nella chiesa di Portomaggiore alle 18 per ricordare Masieri. Il primo risiedeva nel Portuense, gli altri due nel Comune di Masi Torello.
Il poligono sarebbe abusivo, mancherebbero dunque tutta una serie di licenze, pareri, certificati ed anche le modalità di costruzione e la qualità dei materiali utilizzati per realizzare il piano rialzato, dove hanno perso la vita i tre uomini non sarebbero idonei ad una attività del genere. Non solo, anche le armi utilizzate all’interno e le munizioni non sarebbero state in regola. L’accusa per Fabio e Stefano Ghesini, figlio e padre titolari dell’attività, Paola Rubbia, mamma di Fabio tesoriera dell’associazione sportiva e il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli, raggiunti tutti e quattro dagli avvisi di garanzia, è di omicidio colposo.
Il sindaco Minarelli è accusato anche di “aver consentito e non controllato l’apertura del poligono che non aveva autorizzazioni, nel quale scoppiò un incendio il 10 gennaio 2016, causando la morte di tre persone e il ferimento di altri tre tiratori che si trovavano all’interno”.
 

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