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la sentenza

Ergastolo agli assassini di Pier Luigi Tartari

La Corte d'appello conferma il dispositivo di primo grado. Atti alla procura di Ferrara per il possibile coinvolgimento di "Igor il russo"

BOLOGNA - Ergastolo con isolamento diurno per Constantin Fiti e Patrik Ruszo, i due ragazzi di 21 e 25 anni, imputati per l’omicidio di Pier Luigi Tartari, avvenuto  nel settembre 2015 a Ferrara, dopo una rapina nella casa del pensionato ad Aguscello: la sentenza della Corte d’assise d’appello di Bologna - oggi, giovedì 11 gennaio, dopo poco più di 3 ore di camera di consiglio - ha confermato in pieno la sentenza dei giudici di Ferrara, che nel febbraio scorso decisero per il carcere a vita dei due che uccisero Tartari assieme a un terzo complice, Ivan Pajdek, processato a parte con altro rito e condannato a 30 anni di carcere. La Corte bolognese (presidente Pescatore, a latere Bellini) ha accolto appieno la richiesta del pg Bruno, confermando addirittura l’isolamento diurno (ridotto solo per Ruszo a 2 mesi dai 12 iniziali).

Constantin Fiti
Constantin Fiti

Una sentenza accolta con soddisfazione dalle parti civili, la famiglia di Pier Luigi Tartari, il fratello Marco e la sorella Rita, e il Comune di Ferrara. Eugenio Gallerani, avvocato della famiglia, ha commentato così: «Possiamo dirci, per quanto possibile davanti a una tragedia come questa, soddisfatti per l’esito del processo d’appello, perchè anche a carico di Fiti (che si era sempre detto estraneo all’omicidio, ndr) c’erano prove insormontabili sulla sua piena responsabilità di un dramma che ancora oggi condiziona la famiglia Tartari».
Dal canto suo, Giacomo Forlani, legale del Comune di Ferrara, sottolinea che «la sentenza ha confermato appieno il verdetto di Ferrara per un fatto di una gravità inaudita, che ha turbato non poco la collettività ferrarese, non certo abituata a un agire così brutale e turpe. In questo senso ribadiamo come Comune l'assoluta vicinanza ai familiari della vittima».

Per quanto riguarda le dichiarazioni di Ruszo sul coinvolgimento nell’omicidio di Tartari di Igor Vaclavic/Norbert Feher, "Igor il russo", la Corte ha ordinato la trasmissione degli atti alla procura di Ferrara e anche un verbale prodotto dalle difese in cui già nel giugno 2016 la madre del ragazzo, Ruzena Sivakova, raccontava agli inquirenti che nell’omicidio Tartari era coinvolto un quarto uomo, ossia Igor/Norbert, il killer pluriomicida oggi in carcere in Spagna.

I difensori dei due ragazzi hanno già annunciato ricorso in Cassazione.

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