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Nessun dubbio, ergastolo a Fiti e Ruszo

La sentenza: i giudici confermano il carcere a vita per i due ragazzi riconosciuti come gli assassini del pensionato di Aguscello  

Un abbraccio ai legali, lacrime trattenute a stento e le solite poche parole, per dire “grazie”: non possono che essere commossi Marco e Rita Tartari, in aula, dopo tanti anni di dolore e crudeltà per la morte del fratello Pier Luigi, dopo la sentenza di ieri pomeriggio che inchioda due ragazzi poco più che ventenni al carcere a vita. Ergastolo confermato, con isolamento diurno di 12 mesi, per Costantin Fiti, 25 anni che ancora oggi si dice innocente ed estraneo alle brutalità sul corpo di Pier Luigi Tartari. Ergastolo anche per Patrik Ruszo (unica concessione dei giudici la riduzione a 2 mesi rispetto i 12 iniziali di isolamento diurno) il più giovane, 21enne, che con un colpo di coda al processo d’appello, che non ha avuto nessun effetto, ha accusato Igor Vaclavic/Norbert Feher di aver ucciso anche lui Tartari, di aver fatto parte della banda che assaltò la casa di Tartari ad Aguscello il 9 settembre del 2015 e che poi venne abbandonato moribondo in un tugurio di Fondo Reno dove vene fatto ritrovare (da Ruszo) 17 giorni dopo.

Una sentenza accolta con soddisfazione dagli avvocati delle parti civili, Eugenio Gallerani, legale fin dalla prima ora dei Tartari: «Possiamo dirci, per quanto possibile davanti a una tragedia come questa, soddisfatti per l’esito del processo d’appello perchè anche a carico di Fiti c’erano prove insormontabili sulla sua piena responsabilità, per un dramma che ancora oggi condiziona la famiglia Tartari». E non poco, anche se Rita e Marco non l’hanno mai manifestato, espresso. Un dramma che ha condizionato e chocccato una intera città, che dal settembre 2015 continua a far fronte a questo delitto assurdo che - come scrisse il gup Piera Tassoni nei suoi atti - fu commesso «con una ferocia di cui sono capaci solo gli esseri umani, seviziando Pierluigi Tartari che, dopo essere stato percosso violentemente, legato ed imbavagliato, fu abbandonato agonizzante sul pavimento di un rudere come un oggetto vecchio che non serve più e lasciato morire in maniera atroce, per soffocamento». Per questo motivo, Giacomo Forlani, l’avvocato di paret civile per il Comune di Ferrara, ribadisce «l'assoluta vicinanza ai familiari di Tartari da parte dell’ammnisatrzione che rappresento» soffermandosi sulla «sentenza che ha confermato appieno il verdetto di Ferrara per un fatto di una gravità inaudita, che ha turbato non poco la collettività ferrarese, non certo abituata a un agire così brutale e turpe». Per quanto riguarda le dichiarazioni di Ruszo sul coinvolgimento nell’omicidio di Igor Vaclavic/Norbert Feher, "Igor il russo", la Corte ha ordinato la trasmissione degli atti alla procura di Ferrara. I due difensori, Alberto Bova per Fiti e Patrizia Micai per Ruszo anticipano già il ricorso in Cassazione, dopo aver letto la motivazione (deposito tra 90 giorni) dei giudici. «Ribadisco che la verità processuale, oggettiva, esclude il coinvolgimento di Fiti», ricorda Bova. Mentre la Micai, che aveva chiesto più volte una perizia psichiatrica per Ruszo, critica «l’accanimento su un ragazzo di cui non sono state valutate le condizioni di comprensione».

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