Quotidiani locali

Per Sahid assolti gli addetti e il tassista

La Corte d’appello ribalta la sentenza di primo grado e condanna solo l’amico del ragazzo per omissione di soccorso

Said morto di freddo abbandonato da tutti. Ora un film Quattro anni da Said Belamel moriva assiderato a Ferrara fra l'indifferenza generale. Il regista Andres Arce Maldonado ha deciso di raccontare la sua storia in un film: “Carta bianca”, in uscita il 26 giugno con Distribuzione Indipendente. Vi riproponiamo il video di quella notte atroce. Era il 14 febbraio 2010. Said Belamel, marocchino di 29 anni, seminudo e barcollante si aggrappa al cancello e chiede aiuto, poi si allontana, esce dall'inquadratura per riapparire poco dopo, e alla fine cade a terra. Alcune ore più tardi muore sulla strada per il freddo. Nessuno gli dà una mano. Said tornava da una discoteca dopo aver bevuto troppo. Fu la denuncia della Nuova Ferrara a far diventare il caso uno scandalo nazionale L'articolo

FERRARA. «La morte di Sahid Belamel è stata causata dalla lunga permanenza al freddo intenso, senza protezioni fisiche di alcun genere», scriveva 8 anni fa nella perizia il medico legale Rosa Maria Gaudio, indicando le cause del decesso. Mentre procura e giudici di Ferrara, da allora e nel corso degli anni, aggiunsero che la sua morte era dovuta anche e soprattutto all’indifferenza. Di chi non lo soccorse.

E così ieri, dopo 8 anni, da quella notte di San Valentino del 2010, la vicenda di Sahid che aveva scosso l’intera città grazie alla Nuova Ferrara, è tornata sotto i riflettori della giustizia con il processo celebrato ieri davanti alla Corte d’appello (presidente Magagnoli, a latere Stigliano, pg Pier Franco Bruno). Dove i giudici hanno “riletto” i fatti, senza toglier nulla alla tragedia dell’indifferenza, ma calibrando le responsabilità giudiziarie per quella morte: erano 4 gli imputati chiamati a rispondere dell’omissione di soccorso e i giudici hanno valutato di condannare soltanto l’amico che era con lui quella notte, Mounir Zouina, confermando la pena di primo grado di 1 anno e 2 mesi. Gli altri tre imputati, invece, condannati in primo grado dal tribunale di Ferrara sono stati assolti “perchè il fatto non costituisce reato”: si tratta di due addetti della discoteca "M Butterfly", Sandro Bruini e Paolo Nicolini, mentre il terzo assolto è il tassista Paolo Campagnoli (in primo grado avevano avuto condanne variabili da 1 anno e 6 mesi). I difensori dei tre imputati, primo tra tutti Dario Bolognesi, hanno spiegato di essere soddisfatti per la nuova sentenza che ha ribaltato la costruzione del giudice di Ferrara, Alessandra Testoni, che 4 anni fa indicò nella propria sentenza che Sahid morì «ucciso dall'indifferenza perchè nessuno chiamò i soccorsi», attribuendo un concorso di responsabilità tra i 4 imputati: principio non accolto, invece dai giudici di Bologna.

Quella notte del 14 febbraio 2010, l’amico di Sahid dopo aver fatto intervenire un taxi, aveva il dovere di chiamare un’ambulanza, non lo fece e tornò dentro il locale a ballare. Gli altri - pur non avendo responsabilità oggettive, oggi, allora videro il ragazzo in difficoltà allontanarsi senza preoccuparsi di lui: così Sahid dopo essersi allontanato finì nelle acque gelide di un canale della zona Piccola Media industria e si trascinò per ore in agonia, mentre addirittura, in via Colombo, molte auto passavano indifferenti alla sua richiesta di aiuto in mezzo alla strada. I giudici hanno valutato dal punto di vista giuridico che la responsabilità nella omissione di soccorso è da attribuire solo all’amico. Decisione di cui l’avvocato Gianluca Filippone che rappresenta fin dall’inizio la famiglia di Sahid, prende atto, attende di leggere la motivazione e sottolinea che «al di là delle responsabilità e delle attribuzioni giuridiche di questo fatto, resta la gravità di un fatto che ha messo in luce il venire meno della solidarietà come indicato in primo grado». Quando al processo a Ferrara il pm Nicola Proto spiegava che «siamo davanti ad un caso che richiede un intervento di giustizia, certo, non solo processuale, ma umano».


 

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