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FERRARA

“No slot”, a rischio i bar dei paesi: i rimedi del Comune 

Settanta esercizi pubblici in chiusura senza introiti da gioco. L’assessore: aiuteremo con bandi i luoghi di aggregazione

Ludopatia: "Ho giocato per 40 anni alle slot poi ne sono uscito così" "Ho amato il gioco più di mia madre e più di mia moglie". Giorgio, nome di fantasia, è originario di un paese della provincia di Ferrara, ha 67 anni e dopo 40 di gioco d’azzardo oggi si spende in un’associazione, i Giocatori anonimi, che l’ha salvato. LEGGI LO SPECIALE

FERRARA. Liberarsi delle slot machine, che secondo i rapporti dei servizi sanitari danno assuefazione al gioco d’azzardo e possono portare intere famiglie sul lastrico, si sta rivelando più complicato del previsto. La legge regionale impone ai Comuni di redigere mappe dei luoghi sensibili, tra i quali scuole e chiese, e di farsi carico della eliminazione delle macchinette nel raggio di 500 metri. Di questo Palazzo Municipale discuterà domani, in un incontro con le associazioni di esercenti e tabaccai già slittato da prima delle feste, e che si preannuncia infuocato.

 

Ludopatia a Ferrara Crescono al ritmo di due-tre persone alla settimana i ludopatici in carico al Servizio tossicodipendenze di Ferrara. Attualmente sono circa 80 i ludopatici in carico al Sert di Ferrara. (a cura di Samuele Govoni, immagini Filippo Rubin) VAI ALLO SPECIALE

L’operazione ha infatti una portata enorme per una città come Ferrara, che all’interno dell’area urbana ha visto spuntare come funghi sale better e grappoli di slot in locali pubblici, e nelle numerose frazioni ha ormai un solo luogo di aggregazione il cui sostentamento, in molti casi, è legato al flusso di denaro delle slot. Si tratta di parecchie centinaia di euro d’incassi mensili che vengono meno, per ogni slot da disattivare, e la maggioranza di questi esercenti non sono in grado di rimpiazzarli, mettendo così a rischio lo stesso proseguimento dell’attività.

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In provincia 9,1 macchinette ogni mille abitanti, giocati in media di 973 euro l'anno a testa. I ludopatici in carico al Servizio tossicodipendenze dell'Ausl ferrarese crescono al ritmo di due-tre persone alla settimana. La testimonianza: "Il gioco è stato l’amore della mia vita, più di mia moglie, l’ho amato anche se mi ha rovinato"

«Sono in effetti una settantina le macchinette installate in esercizi pubblici di paese, che per loro natura sono molto vicini a chiese e scuole, e in effetti il problema della loro sopravvivenza con l’attivazione delle legge regionale ci è stato posto - ammette l’assessore Chiara Sapigni - Stiamo studiando una soluzione, non siamo nelle condizioni di fare distinzioni tra esercizi commerciali privilegiando quelli dei paesi, ma si potrebbero prevedere dei sostegni alle attività di animazione e agli esercizi pubblici che ne promuovono, attraverso un sistema di contributi distribuiti attraverso bandi. In questa maniera si promuoverebbero anche le attività alternative al gioco d’azzardo».

Questi aiuti si sommeranno a quelli già previsti dalla Regione per i negozi delle zone rurali e montane che erogano servizi di vario genere, «i bandi usciranno a breve - è la previsione di Marcella Zappaterra, consigliera Pd - per tenere assieme la lotta alla ludopatia con il sostegno alle piccole comunità».

Sarà questa una delle questioni al centro dell’incontro di domani, anche se gli esercenti hanno già fatto sapere di considerare il problema in una dimensione più ampia, «è una legge che rischia di mettere in crisi un intero settore» è l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Confesercenti. In effetti i numeri relativi al fenomeno-slot in città sono consistenti: 230 luoghi dove sono ospitate le macchinette, tra sale dedicate ed esercizi pubblici ospitanti, 470 impianti tra slot e videolottery.

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L’amministrazione comunale intende proporre alternative alle sale che dovranno trasferirsi (si dovrebbe trattare di un numero limitato di attività), individuando magari un’area specifica al di fuori delle mura dove concentrarle: anche per questo motivo la mappa dei luoghi sensibili, pronta da tempo, sarà resa nota per la prima volta al tavolo degli esercenti. Poi toccherà al Comune dare impulso alla norma regionale, inviando una lettera ad ogni titolare di slot per chiedere loro se si trovano o meno all’interno dei 500 metri, e di prendere le decisioni conseguenti. Il percorso sarà infine cristallizzato in una delibera.

Stefano Ciervo

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