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l’iniziativa 

Terre del Reno si mobilita contro la violenza alle donne

SANT’AGOSTINO. Si è svolto in Sala Bonzagni a Sant’Agostino l’incontro pubblico “C’era una volta un principe azzurro”, per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne. «Perché - ha...

SANT’AGOSTINO. Si è svolto in Sala Bonzagni a Sant’Agostino l’incontro pubblico “C’era una volta un principe azzurro”, per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne. «Perché - ha evidenziato in apertura d’incontro l’assessore ai servizi sociali Letizia Fortini -proprio oggi ci incontriamo per affrontare questo tema, dal momento che la giornata si celebra il 25 novembre? Perché non possiamo ricordarci di questa tematica solo quel giorno, ma dobbiamo farlo quotidianamente, per far sì che sia sempre un tema prioritario nelle politiche delle pubbliche amministrazioni» .

In Italia i dati sono preoccupanti: più di 6 milioni di donne hanno subito durante la loro vita una violenza fisica o sessuale, da aggiungersi a quelle che non hanno avuto mai il coraggio di denunciare le violenze. «Voglio pensare – ha concluso l’assessore – che questi incontri servano a creare un diverso modo di comportarsi, per eliminare la violenza di genere nel prossimo futuro».

Durante l’incontro sono stati letti, dalla responsabile della biblioteca di Mirabello, Viviana Rattin, alcuni racconti estratti dal libro “Ferite a Morte…” curato da Serena Dandini. I racconti, prendendo spunto da fatti realmente accaduti, vedono al centro delle storie alcune donne vittime di femminicidio, il tutto raccontato da loro punto di vista.

I toccanti racconti, ben interpretati dalla Rattin, hanno contribuito ad emozionare e far riflettere il numeroso pubblico presente in sala.

Nel corso dell’iniziativa o si sono susseguiti vari interventi, di psicologi e protagonisti alla lotta contro la violenza di genere, concentrandosi sulla prevenzione di essa. Come prevenire il male e le modalità con cui poter agire in modo efficace sono gli argomenti più importanti da divulgare.

E Maurizio Benatti, presidente dell’associazione “Vittime di stalking onlus”, ha voluto spiegare in che modo opera l'associazione: «La nostra viene chiamata sicurezza integrata e a qualunque ora, del giorno o della notte, se veniamo chiamati, andiamo sul posto ed aspettiamo le forze dell’ordine. Ci siamo inventati questo metodo perché ci siamo resi conto che funziona da deterrente e inoltre è utile per far sapere alle forze di polizia se il pericolo è davvero reale o inventato. Forniamo tutto quello che serve alle vittime, e ciò fa sì che si possano sentire più sicure e protette». (s.m.)

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