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Bimba precipitata fratello e cugino non testimonieranno

I due bambini di quattro e cinque anni, rispettivamente fratello e cugino della piccola di tre mesi dopo essere caduta dal balcone a Cento, non potranno essere ascoltati in aula

CENTO. I due bambini di quattro e cinque anni, rispettivamente fratello e cugino della bambina di tre mesi dopo essere caduta dal balcone a Cento, non potranno essere ascoltati in aula. È quanto stabilito ieri mattina in tribunale a Ferrara quando è stato chiuso l’incidente probatorio finalizzato a capire se i bambini fossero e meno in grado di rendere testimonianza su quanto accaduto. E il giudice ha detto di no. Perché sono troppo piccoli, non conoscono la lingua e comunque non sarebbe opportuno considerata la tragedia che li ha visti coinvolti. Hadiya Asif è morta il 23 giugno a Cento, precipitata dal secondo piano di una palazzina all’incrocio tra le vie Ugo Bassi e Matteotti. Erano da poco passate le 16.30 quando alcuni testimoni hanno avvertito un tonfo sordo e, pochi istanti dopo, le urla strazianti della madre, Usman Nafisa, che stringeva a sé la piccola.

La bimba è precipitata da un’altezza di sette metri, finendo sul marciapiede di fronte a un negozio di parrucchieri e a un bar. Uno schianto terribile che non ha lasciato possibilità di sopravvivenza alla piccina. Da una prima ricostruzione da parte degli inquirenti, la morte della bambina è stata una disgrazia dovuta a una fatalità, a un momento di distrazione. La bimba era in braccio a un fratellino, un bimbo in tenera età. I due stavano giocando quando la piccola è caduta dalla finestra affacciata su via Matteotti, finendo a terra dopo un volo di sette metri.


 

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