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Il Pd di Lagosanto continua a perdere pezzi

LAGOSANTO. Gli assessori e i consiglieri della lista civica Insieme per Lagosanto che ha sostenutola candidatura del sindaco Maria Teresa Romanini hanno deciso di non rinnovare la tessera del Pd,...

LAGOSANTO. Gli assessori e i consiglieri della lista civica Insieme per Lagosanto che ha sostenutola candidatura del sindaco Maria Teresa Romanini hanno deciso di non rinnovare la tessera del Pd, così come ha fatto il primo cittadino. È con loro anche un gruppo di cittadini (26 per l’esattezza) che ha inviato una nota (firmata con nomi e cognomi) con le motivazioni che hanno portato a tale scelta. Insegnanti, operatori della sanità, impiegati, tecnici, operai di vari settori, pensionati, commercianti. «Ribadiamo la solidarietà al nostro sindaco Maria Teresa Romanini per la decisione di “strappare” non rinnovando più la tessera del Pd - si legge nella nota - Riteniamo che le questioni politiche da lei poste ci siano tutte e che abbia colto molto bene il disagio nostro e di tantissime altre persone che si trovano come noi di fronte ad una involuzione del Partito Democratico”, Dal lavoro alla scuola fino ad arrivare alla nota dolente della sanità. «Il Pd sarebbe dovuto essere il partito dell’inclusione favorendo il meglio delle tradizioni sia politiche che culturali della società progressista italiana. In realtà ha mutato la sua natura, in tanti circoli non c’è ed è sempre più di plastica ed ha espropriato la discussione di base, per diventare sempre più devoto al leader. La nostra delusione di fronte all’ultimo congresso è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

In che senso? «Volevamo un congresso vero con il tempo di aprire una grande discussione su temi controversi come il lavoro, la sanità, la scuola, la globalizzazione senza regole, sulla solidarietà ecc. ecc., una discussione che avesse la spinta di coinvolgere il paese intero. Invece tutto si è ridotto ad un’asfittica partecipazione di pochi, con tutto già scritto, per ritrasformarsi poi in una conta pro Renzi, con tessere e votanti dell’ultima ora».

Ora, «la nostra concezione e la nostra speranza di stare in una organizzazione è ben diversa. Crediamo in un partito aperto, pluralista e di massa. Non ci sentiamo più rappresentati politicamente dal Pd e tutti noi siamo voti in libera uscita, pur rimanendo uomini e donne di sinistra. Troviamo poi clamoroso, al limite dello scherzo, che dopo un anno di divisione politica nel paese, per merito del referendum di modifiche costituzionali, promosso dal Pd, e poi perso clamorosamente, non si sia aperta una discussione seria e pacata».

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