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Da hotel a casa di riposo La storia di un fallimento

Lagosanto, l’imponente struttura è andata all’asta ma nessuno si è fatto avanti Il sindaco: «Siamo disposti a dare nuovamente il cambio di destinazione d’uso»

LAGOSANTO. Sul viale Italia a Lagosanto, in continuità con il supermercato Alìper e a un paio di chilometri dal centro abitato affaccia quello che era il Delta Hotel, diventato poi struttura socio sanitaria mai aperta. Una struttura all’avanguardia, a due passi dall’Ospedale del Delta con annesso “Al Bisachin”, uno dei ristoranti che avrebbe dovuto dare la tanto attesa svolta al territorio. Tutto chiuso, da anni e con una procedura fallimentare che ha poi dato il colpo di grazia.

L’Hotel è andato all’asta lo scorso mese di luglio, con una base di poco più di un milione di euro. Nessuno l’ha voluto anche perché la sua storia, nel corso del tempo, è andata complicandosi. «Ma siamo disposti a tornare indietro - spiega il sindaco di Lagosanto Maria Teresa Romanini - La struttura va salvata, così è solo uno spreco». Cambiare le carte in tavola in che senso? Fino al 2009 l’immobile era destinato ad albergo con 81 camere e una superficie complessiva di circa 4.628 metri quadri. L’albergo ha aperto e quindi chiuso nel giro di qualche tempo, quasi nessuno sembra ricordarsi in realtà il suo periodo di attività.

Nel 2010, la presunta svolta. La struttura è stata venduta ad un altro privato il quale ha chiesto ed ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d’uso per la trasformazione in Struttura socia sanitaria. Stretta di mano tra l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Paola Ricci e la nuova proprietaria dello stabile, Eura, rappresentata da Luciano Vazzoler. «Diventerà un centro costituito da casa protetta e presidio ambulatoriale di medicina fisica e riabilitazione e si chiamerà “Resort Delta”. La struttura, come aveva spiegato Vazzoler, sarà trasformata in casa protetta privata, con 60 posti disponibili, con camere singole o doppie, tutte con servizi privati, e darà lavoro in totale, sia come casa protetta che come centro polifunzionale socio-sanitario, a una sessantina di addetti. Inoltre, vi saranno 25 camere a disposizione, questo in un secondo stralcio, per la riabilitazione, che occuperà il primo piano di quel che era il Delta Hotel, quindi seguirà la creazione di un presidio ambulatoriale di medicina fisica e riabilitazione, realizzato in una nuova struttura adiacente al fabbricato esistente, oltre alla copertura della piscina già presente». Una riconversione che vede un impegno di spesa di oltre un milione e mezzo di euro da parte della società proprietaria dell'immobile. Sulla carta, perché in realtà nulla è mai partito considerato che la società è fallita e la struttura andata all’asta. E adesso? «Adesso possiamo ricominciare - spiega il sindaco - Da parte del Comune c’è tutta la disponibilità ad andare incontro a coloro che volessero investire, concedendo senza alcun problema nuovamente il cambio di destinazione d’uso se i progetti fossero di diverso tipo rispetto a quello in essere. Non possiamo assistere inermi alla decadenza di una struttura che ancora può essere salvata e recuperata. Speriamo dunque che l’asta vada a buon fine la prossima volta».

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