Quotidiani locali

Alto Ferrarese, servizi sociali da rivedere

La segnalazione della Cgil: «Pochi assistenti sul territoroo e manca una reale progettualità politica»

BONDENO. Secondo il sindacato della Funzione pubblica della Cgil per i servizi sociali dell'Alto Ferrarese manca una reale progettualità politica: «Dal lontano 2002 - sottolinea il sindacato - i servizi sociali dell'Alto Ferrarese vengono erogati nell'ambito della convenzione associata ed intercomunale Gafsa - “Gestione Associata Funzioni Socio Assistenziali” che coinvolge direttamente il Comune di Cento, quale Ente capofila e i restanti Comuni di Vigarano Mainarda, Poggio Renatico e Terre del Reno ad esclusione di Bondeno, orfano per scelta, di una visione e di una progettualità condivisa.

«Da anni lamentiano a più riprese, una mancanza di prospettiva, una cecità di fondo, rispetto agli indirizzi politici generali di gestione dei servizi Sociali dell'Alto Ferrarese. Da anni la Funzione Pubblica Cgil pone apertamente, anche attraverso percorsi di mobilitazioni e di denuncia rimessi all'attenzione dell'opinione pubblica e al Prefetto, il problema della scarsità complessiva dell'organico Gafsa in relazione alla popolazione residente: obbligatorietà di un assistente sociale (parametro minimo) ogni 5.000 abitanti per comune. Da anni la Funzione Pubblica Cgil interroga la politica locale sulla necessità di farsi carico della attuazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali per tutto l'Alto Ferrarese, Bondeno incluso, con la finalità di promuovere in forma allargata ed inclusiva la cittadinanza sociale dentro un contesto territoriale nel quale, dati alla mano, i bisogni sociali della popolazione continuano a figurare in costante aumento. E tutto questo sino ad arrivare alla fatidica data del 31 dicembre scorso quando, in concomitanza con la scadenza periodica della convenzione Gafsa, gli amministratori locali dell'Alto Ferrarese, anziché decretare il rinnovo del percorso associativo possibilmente in un ottica di riassetto strategico, hanno ciso d'urgenza di prorogare la durata della convenzione in via provvisoria per soli 3 mesi, con l'intenzione esplicita di valutare il “da farsi” e la fattibilità complessiva del servizio». La Funzione Pubblica lancia un appello alla politica locale. «A questo punto ci riteniamo legittimati a pretendere risposte concrete ai nostri quesiti ricorrenti, nell'interesse tanto della cittadinanza quanto dei lavoratori e delle lavoratrici impegnati quotidianamente nell'erogazione dei Servizi Sociali.

Ci sembra, quindi: utile, doveroso e quanto mai incalzante domandare alla politica locale se è ancora plausibile immaginare per l'Alto Ferrarese una gestione dei servizi sociali basata su un approccio che fatica a porsi in termini organici, con Comuni che perseverano nel negare il proprio apporto, non mostrando neppure la volontà politica di prevedere nei piani occupazionali pluriennali l'assunzione dell'assistente sociale dovuto per legge, come nel caso di Poggio Renatico (1 sola assistente sociale su quasi 10.000 abitanti), Vigarano Mainarda (ad oggi 0 assistenti sociali in pianta organica su una popolazione residenti pari a 7.590 abitanti) e Terre del Reno (1 assistente sociale su 10mila abitanti). È pensabile che, nell'ambito dello stesso distretto socio - sanitario Ovest e a seguito della costituzione di una Unione di Comuni, la popolazione locale debba accontentarsi di una dimensione dei Servizi Sociali parcellizzata e di dover riscontrare una “partecipazione limitata” del Comune di Bondeno (quasi sotto organico di 1 assistente sociale – 14.440 abitanti) ai processi associativi».



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