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Il bracconaggio ittico va all’estero

A Ostellato una troupe del tg romeno ha sentito pescatori e volontari sul caso

OSTELLATO. Il tema del bracconaggio è approdato sul Tg nazionale rumeno Digi24. Nel dicembre dello scorso anno sulle sponde del canale Circondariale, i volontari delle associazioni Fipsas, Eurocarp Club, Upe - Unione Pescatori Estensi ed Arci hanno approfittato dell’incontro con le telecamere di Digi24, il Tg nazionale rumeno, per parlare di contrasto al bracconaggio nelle acque interne. Per circa tre ore si sono susseguiti numerosi interventi da parte dei pescatori sportivi che frequentano le acque ferraresi, tra questi quattro ragazzi di origine rumena, che da anni combattono come volontari la piaga della pesca illegale nel territorio. Il motivo di questa intervista, voluta dal Consolato Rumeno, e che verrà trasmessa sulla loro Tv nazionale era puntare di nuovo i riflettori su quest'attività illegale, realizzata mediante bande organizzate, che coinvolge ormai il Delta del Danubio in Romania, ed il Delta del Po in Italia. Dal dialogo è emerso che, mentre in Italia i fondi per la tutela ambientale sono stati falcidiati negli anni e solo i corpi di Polizia provinciale, ii carabinieri e le squadre di volontari si occupano attualmente di tale problematica, in Romania ben 10 diversi corpi di forze dell'ordine, compresa la squadra speciale Sas Tulcea, si occupano esclusivamente di tutelare dai reati ambientali il Parco del Danubio, patrimonio Unesco, al pari del Parco del Delta del Po.

Lotta alla pesca di frodo Viaggio lungo le Valli tra Ostellato e Comacchio, nell'El Dorado dei pescatori di frodo. I carabinieri intensificano i controlli su strada e lungo i canali per contrastare i bracconieri che di notte fanno razzia dei pesci nei 4000 chilometri di corsi d'acqua presenti nel Ferrarese. Nel video di Filippo Rubin, il comandante della Compagnia carabinieri di Portomaggiore spiega le strategie della lotta alla pesca di frodoLEGGI L'ARTICOLO

Ancora, è emerso che molti individui con precedenti penali in Romania, alcuni dei quali legati al bracconaggio, persone a cui la pesca di professione è stata interdetta definitivamente nel loro paese di origine, sono liberi di trasferirsi in Italia, ottenere la licenza di pesca di professione, e praticare liberamente la pesca di frodo con elettrostorditore. Occorrerebbe perciò provvedere al più presto ad un adeguamento di forze, considerando che in Romania tale fattispecie di reato è configurata come associazione per delinquere (in gergo locale, Mafiot Pescuit - Mafia del Pesce), mentre in Italia la pesca illegale organizzata è considerata un semplice reato da contravvenzione, difficilmente perseguibile, e con troppe poche forze schierate a contrasto.


 

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