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Terre e fiumi apre le porte all’Unione del Delta

Progetti e prospettive per un possibile cammino insieme su diversi fronti Farina: «Lo scopo è quello di costruire ponti tra le varie realtà territoriali»

CODIGORO. L’Unione Terre e fiumi ha aperto le porte all’Unione dei Comuni del Delta e sul tavolo arrivano i primi progetti. L’ingegner Farina, responsabile del settore urbanistico e territoriale dell’Unione Terre e fiumi, spiega che «nei programmi sono state individuate delle aree con potenzialità ma anche con problemi. L’intenzione è di promuovere dei programmi che possano risolvere i problemi ed invertire le tendenze. È una buona idea, e va sostenuta con adesioni consapevoli e programmi ad ...

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CODIGORO. L’Unione Terre e fiumi ha aperto le porte all’Unione dei Comuni del Delta e sul tavolo arrivano i primi progetti. L’ingegner Farina, responsabile del settore urbanistico e territoriale dell’Unione Terre e fiumi, spiega che «nei programmi sono state individuate delle aree con potenzialità ma anche con problemi. L’intenzione è di promuovere dei programmi che possano risolvere i problemi ed invertire le tendenze. È una buona idea, e va sostenuta con adesioni consapevoli e programmi adeguati. Certo, non c’è molta abitudine a programmare insieme, ma dei passi avanti ne sono stati fatti e il sindaco di Copparo, Rossi, è diventato il portavoce e c’è un continuo rapporto con Sipro e Delta 2000, seguendo un piano che ha delle situazioni simili al Piano strategico che Copparo produsse in proprio una ventina di anni fa. Ci si è confrontati, poi presentate delle bozze e quindi i documenti approvati. Oggi siamo ad un vero piano strategico in via di approvazione. Sono state individuate le azioni per il rilancio dei territori. E tra poco pensiamo di tornare a parlare con chi ha contribuito, per spiegare come sono andate le cose».

Su cosa si punta, in definitiva? Finora si sono sentite diverse proposte interessanti: «La filosofia di base è semplice: costruire ponti tra le varie realtà territoriali. E costruire ponti significa far sviluppare collegamenti che portino a punti nodali della rete territoriale che si cerca da sempre di sviluppare. Sono azioni individuate in campo sanitario, del trasporto e del welfare. Si punta al sostegno, in un territorio che ha una popolazione che invecchia, per esempio, con telemedicina e teleassistenza. Per i trasporti si intende migliorare le comunicazioni per le scuole, gli ospedali, intervenendo sia sul trasporto locale, sui taxibus ed anche sul volontariato, fornendo opzioni per garantire gli spostamenti a chi ha dei problemi di mobilità. Nel campo del welfare, grande attenzione ai minori, che al momento sono un campo di azione ed intervento difficile e problematico, ma anche sul rafforzamento del CSS di Codigoro e azioni per il contrasto effettivo dell'abbandono scolastico».

E per gli altri settori? «Ci sono molte idee. Per esempio, sostenere l'agricoltura, magari ragionando in termini di agricoltura di precisione. E c'è interesse da parte degli imprenditori agricoli. Per il turismo, è obbligatorio fare sistema. E c'è molto da offrire e da potenziare, nel campo del turismo lento, delle vie ciclabili e delle vie d'acqua, ragionando come se fossero opportunità comuni e non offerte separate. Sulle vie d'acqua - chiude - c'è la possibilità di arrivare quasi a tutto il territorio, magari scendendo e spostandosi in bicicletta».

Alessandro Bassi