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Pd, la rinuncia di Vitellio toglie ostacoli a Marattin

Il segretario primo nella consultazione interna: «Resto come presidio post-voto» Per il seggio è favorito il renziano su Marchi, giunto secondo. Dentro anche Paron

Il grande rifiuto di Luigi Vitellio spariglia di nuovo le carte delle candidature Pd, ottenendo il duplice e paradossale effetto di semplificare il quadro e di renderlo nello stesso tempo ancor più intricato. Il segretario provinciale si è infatti presentato ieri sera in Direzione con 37 prime indicazioni raccolte nella consultazione dei sindaci e segretari di sezione, cioè la maggioranza assoluta delle preferenze (confermata anche dal conteggio delle seconde indicazioni). Gli altri candidati indicati dai “grandi elettori”, infatti, sono risultati notevolmente staccati, com’era del resto prevedibile visto il criterio scelto della «sensibilità del territorio»: Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, ha raccolto 21 prime indicazioni, senza coagulare per intero il Medio e Basso Ferrarese, mentre Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi, si è fermato a 13, comunque un bottino superiore alle previsioni della vigilia. Un primo voto ha raccolto anche Barbara Paron, sindaco di Vigarano. Già a inizio seduta, però, Vitellio ha rinunciato alla candidatura: «Non dò la mia disponibilità perché la mia disponibilità è per essere il presidio politico di questa comunità prima e dopo il 4 marzo. Ringrazio i tanti segretari e amministratori che mi hanno votato».

È scoppiato un discreto clamore, visto che era stato proprio il segretario a proporre, senza votazioni nè indicazioni sul suo nome, la consultazione dei “saggi”. Perché ha rinunciato? Altissimo il rischio di presentarsi da candidato numero uno al cospetto di Renzi, unico a decidere alla fine, ed essere bocciato dal leader nazionale, che potrebbe preferirgli in ogni caso Marattin, renziano della prima ora e chiamato a Palazzo Chigi proprio dall’allora premier. Forse Vitellio sperava in un plebiscito ancora più ampio, oppure ha temuto di non avere sufficienti sponde a Bologna e Roma. Il segretario tra l’altro, ha vinto a Cento, Argenta e Comacchio, nelle sezioni cittadine Centro, via Bologna, Pontelagoscuro e Porotto, mentre nell’Est cittadino ha prevalso Marchi e al Barco Marattin.

A quel punto la discussione è andata avanti per decidere se inviare a Renzi l’andamento delle votazioni e i soli nomi di Marchi e Marattin, oppure se inserire anche Paron, al fianco dei già sicuri Dario Franceschini e Paola Boldrini. E in serata la direzione ha deciso di mettere in lista anche la sindaca di Vigarano. L’auto-eliminazione di Vitellio, però, non risolve il problema degli incroci territoriali e delle candidature di genere. Il Pd ferrarese, infatti, può ragionevolmente puntare, oltre che sull’uninominale Camera di Franceschini, ad una posizione sicura e una in bilico nei due listini di Camera e Senato. Nelle ultime ore si sono infatti ridotte di molte le chance di contare sul Collegio sisma, perché i modenesi hanno fatto presente di avere una rosa di candidati importanti per quel posto, tra i quali il senatore uscente Stefano Vaccari. È quello il collegio ad hoc per Paron. Nel listino Camera è a rischio il primo posto, visto che circola il nome di Matteo Richetti, modenese ma soprattutto numero tre del partito. In questo caso al secondo posto, l’unico che offre buone chance di elezione, dovrebbe andare una donna ferrarese, con Paola Boldrini favorita d’obbligo. Altra possibilità per lei sarebbe un posto al listino Senato, probabilmente il terzo, dopo una possibile paracadutata (Carla Cantone?) e l’ex sindaco di Imola, Daniele Manca. Un rompicapo, in sostanza, anche perché con questi incastri non sarebbe facile trovare il posto sicuro per Marattin o Marchi.

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