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Sul treno degli studenti c’è un piccolo far west

Furti, danneggiamenti, schiamazzi: il racconto dei ragazzi

«Lo avevano già fatto, due-tre anni fa. Avevano afferrato un estintore e ne avevano srpuzzato il contenuto in una carrozza», racconta Federico Pambianchi, 18 anni, studente di Migliarino, uno dei tanti pendolari che attraversano una parte della provincia quasi tutti i giorni per raggiungere la scuola, a Ferrara.

Per quel fatto Tper ha presentato a suo tempo una delle oltre 50 denunce per atti di vandalismo consumati, negli ultimi quattro anni, sulle linee Ferrara-Codigoro e Ferrara-Suzzara. L’estintore lo hanno usato anche i tre ragazzi indagati per aver deriso e minacciato un passeggero disabile sulla tratta Codigoro–Ferrara, lunedì scorso, e per aver gravemente danneggiato l’interno del convoglio. Migliaia di studenti che raggiungono ogni mattina Ferrara da diverse direttrici (Ravenna, Bologna, Portomaggiore, Codigoro, Rovigo) quando salgono sul treno ne vedono di tutti i colori: furti, danni, schiamazzi, molestie. C’è chi torna a casa nel pomeriggio, col buio, a quindici anni, e racconta: «Sei in carrozza e qualcuno inizia a fissarti. Ti tiene gli occhi addosso per tutto il viaggio. Poi scendi alla tua fermata e ti chiedi se scenderà anche lui. Ti volti indietro e continui a guardarti intorno finchè non entri a casa». Ansie che per fortuna non si sono trasformate in fatti di cronaca. In effetti il più delle volte il fatto non “esce” dai binari e resta confinato tra le pareti di quei convogli, non di rado vecchi e poco accoglienti.

Il caso più tipico è lo schiamazzo o la musica assordante. Qualcuno collega il cellulare ad un amplificatore ed è fatta. Sono gli stessi studenti a dire che «al mattino sono tutti un po’ assonnati e che il peggio avviene nel pomeriggio». Le ore di lezione passate in aula sprigionano le loro “tossine” durante il viaggio di ritorno. « La musica alta e le urla sono i nostri compagni di viaggio quasi quotidiani», racconta una ragazza di 15 anni che frequenta il Carducci. Ma c’è chi si spinge oltre. Una diciottenne del “Bachelet”, Valentina Fabbri, che arriva a Ferrara da fuori provincia, ricorda che non molto tempo fa il treno ha dovuto fermarsi a Poggio Renatico perché «avevano rubato un martelletto di emergenza». Gli imbrattatori che con i pennarelli ricoprono le pareti dei vagoni di insulti, slogan e battute «spesso sono giovanissimi, dai 14 ai 16 anni». Giulio Polastri, 19 anni, che studia al Conservatorio, ricorda «la presenza strafottente di ragazzini che si fermano davanti alle porte del treno per non farti passare», ma anche «i silenzi e le sceneggiate davanti al controllore che chiede il biglietto o l’abbonamento». Daiana Galvano, 33 anni, parte da Venezia e riporta di non «aver mai assistito ad aggressioni o atti vandalici», mentre le scene più frequenti in cui si è imbattuto Daniele Corrain, 20 anni, studente universitario di Rovigo, mescolano il frastuono delle voci e della musica ad alto volume e i battibecchi maleducati con i controllori. Federico Pambianchi ha recuperato con fatica il cellulare «che un ragazzo mi aveva rubato strappandomelo dalle mani. Ho raggiunto il ladro e lui ha capito che era meglio restituirlo». Una studentessa sedicenne del Carducci si lamenta: «Chi viene pizzicato senza biglietto capita che non voglia scendere dal treno, così la corsa si interrompe in attesa che esca e si accumulano ritardi su ritardi». Altri giovani studenti segnalano «i seggiolini rotti» e la sporcizia, perché «in treno salgono anche molti incivili».

Un piccolo far west viaggiante che sbuffa e arranca sulle strade ferrate della provincia. Alla domanda “che cosa fareste se foste testimoni voi del fatto avvenuto lunedì scorso?” rispondono tutti con parole “responsabili”: «Si deve chiamare il controllore e cercare di aiutare chi è stato preso di mira». (gi.ca.)

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