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«Il volo notturno delle eliambulanze salva vite umane»

L’Asl spiega l’evoluzione del progetto per le emergenze dopo il primo atterraggio nell’area dell’Ospedale del Delta

LAGOSANTO. Il tempo è decisivo per soccorrere un malato o un ferito. Così come il trasporto del paziente nell’ospedale più adatto a curarlo. Ed è in quest’ottica che sempre più spesso si alza in volo l’eliambulanza del 118 e che anche il volo notturno diventa decisivo. Lo ribadisce la direzione dell’Azienda Usl, alla luce anche di alcune perplessità - su tempi e costi del servizio - che sono state sollevate dopo il primo atterraggio notturno dell’elisoccorso all’Ospedale del Delta, una decina di giorni fa, per il trasporto d’urgenza di un paziente all’ospedale Sant’Anna di Coma .

«Le valutazioni fatte sul primo atterraggio notturno dell’eliambulanza all’Ospedale Delta a Lagosanto non comprendono aspetti fondamentali - spiega la direzione dell’Asl -. Innanzitutto un servizio così importante per la vita umana è presente solo in poche regioni italiane ed europee». Così sul fronte dei numeri «delle 17 elisuperfici abilitate al volo notturno in Emilia Romagna, due si trovano nel Ferrarese (agli ospedali di Cona e Lagosanto) che per numero di abitanti e orografia non ha situazioni più critiche di altri, semmai l’opposto».

L’Asl ricorda come l'impiego di elicotteri quali eliambulanze «tecnicamente definito HEMS, Helicopter Emergency Medical Service», è un servizio già presente in Emilia-Romagna dal 1986 e «i commenti di chi ha avuto un soccorso in elicottero esprimono la massima gratitudine, ben sapendo che la propria vita può aver dipeso dal fatto che è intervenuta un’eliambulanza».

Due le basi di partenza per gli elicotteri che intervengono nel Ferrarese, a Bologna e a Ravenna, mentre «l’attuale fase del progetto di sviluppo dell'elisoccorso notturno - ricorda l’Asl - permette di centralizzare i pazienti con patologie tempo-dipendenti nei diversi centri di alta specializzazione di emergenza presenti in regione. La centralizzazione che può effettuare un elicottero consente di trasportare un paziente nel luogo più idoneo per mezzi e disponibilità in quel preciso momento».

Un servizio «che funziona», ricorda Flavio Ferioli, responsabile tecnico del soccorso, e che «non evidenzia grosse criticità». In particolare, come spiega Ferioli, «attualmente c’è una maggiore integrazione dei servizi», con una sola centrale, a Bologna, di “smistamento” degli interventi del 118. Una maggiore integrazione visto che gli operatori hanno in tempo reale la situazione e inviano l’elicottero «sulla base del tipo di intervento». E nello stesso tempo indirizzano l’eliambulanza verso il centro più idoneo a trattare il paziente. Come è accaduto - rileva l’Asl - in occasione di due interventi degli ultimi giorni: l’operaio edile caduto da un’altezza di tre metri a Cento, trasportato al “trauma team” dell’ospedale di Cona e l’operaio che a Ostellato ha avuto «un trauma da schiacciamento ed è stato trasportato a Cesena».

L’elicottero consente quindi, «in situazioni comunque particolarmente critiche - evidenzia Ferioli - una più ampia scelta del centro più opportuno anche a distanze rilevanti, inoltre consente di mantenere disponibili nel territorio interessato un'automedica e un'ambulanza, che verrebbero impegnate per un tempo più o meno lungo per il trasporto».

Sul fronte dei costi, va tenuto presente - come ricorda il responsabile del servizio di emergenza - «che la salute non ha prezzo. E che l’elicottero non viene pagato a servizio», ma è già pagato per il personale, per il costo e per l’ammortamento meccanico, con l’unica spesa viva che è il carburante.

Comunque «la preoccupazione per l’uso appropriato di una simile risorsa è ben presente in tutto il sistema di emergenza - ricorda l’Asl - che ha una valenza che è sovra regionale, basti pensare che è previsto l'utilizzo integrato di un elicottero della Regione Lombardia (sede Brescia) con funzioni di back up e di primo intervento se il tempo di soccorso dovesse risultare inferiore a quello di Bologna e sono in corso di approfondimento ulteriori sinergie con altri enti e Regioni».

Per quanto riguarda il volo notturno, poi, «la possibilità di soccorrere un paziente, comunque valutato grave, anche durante le ore notturne, mettendo a disposizione un mezzo che ha potenzialità ben maggiori e diverse del trasporto su gomma, è un grande passo avanti, che - sottolinea la direzione dell’Asl - pensiamo possa essere apprezzato in maniera oggettiva da chiunque». In particolare tenendo conto della velocità che offre l’eliambulanza rispetto a un’ambulanza che viaggia su strada.(al.vin)

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