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Allarme gusci di vongole abbandonati nei canali

Sulle sponde del Logonovo cumuli di mitili che creano problemi d’igiene e all’acqua Caselli (Lega Pesca): smaltimento abusivo, nessun obbligo alle aziende su questi rifiuti

LIDO SPINA. Gusci di vongole ammucchiati tra gli argini dei canali sublagunari, a pochi metri di distanza dal cancello di ingresso alla salina. Uno spettacolo che offende la natura, ma anche chi del rispetto delle regole e dell'ambiente ne ha fatto uno stile di vita, una questione di civiltà. Le segnalazioni arrivate in redazione hanno ottenuto purtroppo un riscontro inequivocabile e del resto le immagini si commentano da sole. Cumuli di gusci maleodoranti di mitili, pescati probabilmente da vongolari non in regola con le concessioni che insistono nell'area, tappezzano alcuni tratti degli argini dei canali che confluiscono nel Logonovo. Come se non bastasse, le conchiglie qua è là sono finite in acqua, creando una sorta di imbuto che nel tempo potrebbe rivelarsi un pericolo. Sul posto nessuno ha azzardato ipotesi o, forse più semplicemente, è mancata la volontà di interagire con i giornalisti, forse per paura di subire ritorsioni. L'indecoroso spettacolo però non ha lasciato indifferenti coloro che hanno pensato bene di inviare la loro segnalazione, chiedendosi se i controlli delle guardie eco-zoofile si siano mai spinti anche in un'area deturpata da quintali di gusci di vongole abbandonati. Qualcuno si è limitato a far notare che sono in commercio attrezzature apposite per lo smaltimento degli scarti. Il mulino macina-conchiglie, in grado di effettuare la frantumazione delle conchiglie, non è ancora impiegato su larga scala. Ma se per il consumo domestico i gusci dei molluschi finiscono nel contenitore dei rifiuti indifferenziati, ben diverso è l'iter di smaltimento previsto per i produttori. Il prodotto finale, definito capulerio, in quanto ricco di carbonato di calcio, viene già impiegato nel settore zootecnico, con particolare riferimento all'alimentazione del pollame. «Sono in fase di sperimentazione - spiega Sergio Caselli, responsabile regionale di Lega Pesca -, progetti per l'impiego del capulerio nella realizzazione di piastrelle per pavimenti, ma anche per il fondo stradale. Un vero utilizzo alternativo di questo prodotto non è ancora stato definito compiutamente e quindi lo smaltimento resta un problema. Inoltre non c'è ancora l'obbligo per le aziende di dotarsi di macchine frantuma gusci». Secondo Caselli i tempi sono maturi per individuare una soluzione per un recupero virtuoso del capulerio all'interno dei circuiti di riciclo e riuso. In tempi non remoti l'abbandono indiscriminato di cumuli di conchiglie ha interessato anche aree pineta adiacenti al boscone della Mesola. Il Codice dell'Ambiente prevede multe salate, da 600 euro, destinate a raddoppiare nel caso di abbandono di rifiuti pericolosi, per chi deturpa l'ambiente, dando vita a discariche abusive a cielo aperto. «In zone di pregio ambientale - conclude Caselli - la possibilità di riutilizzare il capulerio per creare stradelli, consentirebbe di risolvere un problema, nel rispetto dell'ambiente stesso».

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