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IN SPAGNA

Igor colto da malore in cella

Nessun trasferimento in infermeria: resta in isolamento, aumentati i controlli

SARAGOZZA. Nel carcere di massima sicurezza di Saragozza non può comunicare con nessuno, rinuncia spesso all'ora d'aria e legge la Bibbia, Igor/Norbert Feher, il pluriomicida arrestato in Spagna dopo 8 mesi di fuga e aver lasciato una scia di sangue tra Italia e Spagna.

L'arresto di Igor, il killer di Budrio fermato in Spagna Con l'arresto nella zona di Teruel, in Spagna, è finita la fuga di Norbert Feher, serbo e non russo, nato 36 anni fa a Subotica, città al confine con l'Ungheria. Il killer di Budrio è stato fermato dopo uno scontro a fuoco in cui sono morte tre persone, fra cui due militari iberici. L'articolo

L’ultimo allarme, di giorni fa - notizia che arriva dalla Spagna - parla di Igor che sta male e che necessita di cure mediche: avrebbe avuto un malore e avrebbe richiesto di essere trasferito in infermeria. Ma visto il suo status di pluriomicida, la sua pericolosità e la sua determinazione nell’ingannare tutti e tutto, è stato mantenuto il cordone di sicurezza attorno a lui, non è ben chiaro se questo malore che ha accusato sia voluto e solo tanto sia una finzione per tentare uno dei soliti trucchi. Oppure anche se sia stato autoprovocato.

LA VITA DA ROMANZO DI IGOR

Comunque le autorità spagnola non abbassano la guardia. Anzi, controllo sono stati raddoppiati dopo questo ultimo episodio. Igor si trova nel penitenziario di Zuera da oltre un mese nel reparto di assoluto isolamento dove vi sono altri 23 detenuti (molti terroristi). Nella stanza dove vive - raccontano le cronache e le pochi fonte spagnole - c'è una sola finestra che non si può aprire, il letto è fissato alla parete e il personale del carcere lo controlla da uno spioncino: ogni giorno la cella gli viene perquisita.

Catturato Igor il russo, la vedova del barista di Budrio: "Non ci credevo più, avevo perso la fiducia" "Mi sveglio di notte e mi ritrovo con la sua pistola addosso. E senza più Davide, a combattere contro tutto". Così Maria Sirica, la moglie del barista di Riccardina di Budrio freddato da "Igor il russo" nel suo locale il 1° aprile scorso, racconta questi mesi di caccia al killer in cui "avevo perso la fiducia, non ci credevo più. Dovevano rimetterci la vita sei persone?", dice la donna, riferendosi alle due vittime italiane accertate (Davide fabbri e Valerio Verri), ai sospetti sulla morte della guardia giurata Salvatore Chianese, e alle tre vittime spagnole del conflitto a fuoco che ha preceduto la cattura di Rosario Di Raimondo

E come lui stesso aveva detto, Igor, nei primi interrogatori, aveva accettato di essere estradato in Italia ben consapevole delle comodità carcerarie di cui ha goduto in passato (per buona condotta venne premiato e gli furono scontati 2 anni di carcere sui quasi 10 sommati). Proprio questo suo atteggiamento sul trattamento carcerario aveva innescato polemiche soprattutto tra i familiari delle vittime italiane e delle famiglie del carabinieri vittime della Uno bianca: «Vuole venire in Italia. E perché? Perché i carabinieri muoiono per prenderli e poi c'è chi li fa uscire».

Igor il russo, le immagini inedite dell'omicidio di Budrio A due settimane dalla cattura, in territorio spagnolo, di Norbert Feher, l'omicida di Budrio e Portomaggiore, i carabinieri di Bologna diffondono nuove immagini di quel che accadde la sera del 1° aprile nel bar Gallo di Riccardina di Budrio, quando perse la vita il titolare Davide Fabbri. Nelle immagini della telecamera di sicurezza si vede il barista sottrarre a "Igor il russo" il fucile, e inseguire il malvivente nel retro del locale. Pochi istanti dopo, le immagini riprendono nuovamente il serbo mentre, con in pugno la pistola con cui ha ucciso il barista, esce dal locale

Intanto a Budrio, si sta preparando per il prossimo 28 aprile una manifestazione di solidarietà con tutti i familiari delle vittime, promosso proprio dal comitato nato dagli amici di Davide Fabbri, il barista ucciso da Igor il 1 aprile dello scorso anno, primo omicidio della lunga serie conclusa il 15 dicembre in Spagna.

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