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Costerà di più sposarsi alla delizia del Belriguardo

Voghiera, la tariffa per l’utilizzo della sala della Vigna è salita da 150 a 200 euro Intanto il Comune ha deciso di tenere invariate le rette del micro nido

VOGHIERA. Da qualche anno a questa parte sono in costante aumento le coppie che decidono di sposarsi nella sala delle Vigne della delizia estense di Belriguardo. Il contesto splendido, una dimora storica di grande fascino costituiscono i motivi fondamentali di tale scelta a differenza di unirsi in matrimonio nella sala consiliare. Lo sa anche il Comune di Voghiera visto e considerato che per i matrimoni celebrati in sala consigliare non si paga una tariffa al contrario invece di quanto avviene nella sala della Vigna dove, a suo tempo, era stata fissata una tariffa pari a 150 euro mentre la celebrazione del matrimonio in strutture private delle quali il Comune di Voghiera abbia la disponibilità per la funzione costa 200 euro. Con una recente delibera la giunta comunale ha deciso di rideterminare le tariffe che non hanno risparmiato i futuri sposi e così è stato varato quello che si potrebbe definire il “caro sposi”, un aumento che contribuirà a fare entrare nelle casse comunali voghieresi un discreto “tesoretto”. D’altronde sposarsi in un simile contesto non ha prezzo.

La celebrazione nella sala consiliare continuerà ad essere gratuita nel caso almeno uno dei due sposi sia residente nel Comune di Voghiera. In caso di coppie non residenti è fissata una tariffa pari a 100 euro. La celebrazione nella sala della Vigna è passata da 150 a 200 euro mentre la celebrazione in strutture private delle quali il Comune abbia la disponibilità per la funzione è rimasta inalterata ovvero 230 euro.

Intanto si registra una buona notizia per i genitori che hanno i loro figli al micro nido. Anche per il prossimo anno scolastico le tariffe rimarranno invariate.La retta unica mensile per frequenza a tempo pieno costerà 353 euro, mentre la retta unica mensile per frequenza a tempo parziale costerà 282 euro. Il pagamento delle rette copre una percentuale del 28,62% dei costi in quanto l’introito, in base agli ultimi dati disponibili, è stato pari a 41mila euro ovvero 35mila dal pagamento delle rette e seimila euro quale contributo dalla Provincia mentre le uscite sono state pari a 143.265 euro. L’appalto del servizio è pari a 139mila e 968 euro tra stipendi servizio Scuola, contributi, Irap e altro per un totale costi di 143mila 265 euro e quindi una differenza passiva di 102mila265 euro.

Invariate anche le tariffe relative all’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni. A favore del concessionario l’aggio è fissato nel 17%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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