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«La sindaca sbaglia» Sindacati e Rossi difendono l’Unione

JOLANDA DI SAVOIA. Com’era inevitabile, le parole del sindaco Elisa Trombin nel primo incontro pubblico dopo l’uscita del suo Comune (Jolanda) dall’Unione Terre e Fiumi hanno provocato diverse prese...

JOLANDA DI SAVOIA. Com’era inevitabile, le parole del sindaco Elisa Trombin nel primo incontro pubblico dopo l’uscita del suo Comune (Jolanda) dall’Unione Terre e Fiumi hanno provocato diverse prese di posizione.

A partire dai segretari provinciali dei tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil: «Fa male - dicono - leggere di non essere stati in grado di individuare spazi così importanti di miglioramento e implementazione dei servizi per centinaia di migliaia di euro. Sì, perché 170mila euro oggi giorno sono tanti solo per un Comune come Jolanda. Ciò potrebbe significare che la nostra distrazione, incompetenza, superficialità ha determinato negli anni la privazione di servizi per minori, disabili e anziani per più di un milione di euro all’anno. Come rammarica la scelta della sindaca di Jolanda di aver voluto un confronto solo di forma e non di merito... Chiediamo ancora una volta di incontrarci perché abbiamo la necessità di capire quale organizzazione voleva mettere e ha messo in campo il Comune dall’1 gennaio. Attendiamo fiduciosi».

Il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, è stato invece tirato in causa a livello personale: «Stupisce - dice - come io continui ad essere indicato come il protagonista delle scelte amministrative e politiche del Comune di Jolanda. Il quale ha deciso che pagare i servizi che gli venivano forniti, non da Copparo ma da tutti e 5 i Comuni, era diventato una scelta e non un obbligo. Questo ha prodotto un debito accumulato negli anni che verrà regalato a chi governerà Jolanda nel 2019. Le dinamiche dell’Unione hanno ben poco a che fare con il buco di bilancio di svariate centinaia di migliaia di euro maturato in autonomia dal Comune di Jolanda. Per rispetto dei dipendenti dell’Unione e dei suoi interlocutori non sia corretto continuare ad infangare e ridicolizzare un ente tra i più riconosciuti dalla Regione».