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Nel Pd dentro quasi tutti Marattin spostato a ovest

Boldrini al Senato Emilia, Paron a Ferrara–Modena. Amaro l’escluso Marchi

La lunga notte del Nazareno ha sconvolto lo schema delle candidature Pd, e l’Emilia Romagna, terra molto ambita per i suoi collegi considerati “sicuri”, è stata tra le più rimodellate dalle mani di Renzi. L’apertura di innumerevoli paracadute sulle nostre province per i big nazionali ha dunque coperto e spinto all’indietro i candidati espressi dalle varie consultazioni territoriali, e tutto sommato si può dire che per Ferrara il risultato finale mantiene un minimo di aderenza allo schema uscito dalla Direzione provinciale della scorsa settimana, con una vistosa eccezione: l’esclusione da ogni lista di Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, nome inviato a Roma da primo della lista dopo la rinuncia del segretario Luigi Vitellio. Per il resto sono schierati, con varie possibilità di successo e anche in collegi lontani da Ferrara, gli altri candidati promossi dal territorio: Dario Franceschini, Paola Boldrini, Luigi Marattin e Barbara Paron. Il tutto aggiornato a ieri, con ancora qualche buco nei listino e mal di pancia nella minoranza interna che induceva alla prudenza nei commenti i maggiorenti dem. A Modena, comunque, è andata peggio con pletore di “paracadutati”.

Del ministro si sapeva tutto da tempo, ieri è giunta la conferma che correrà al collegio uninominale Camera Ferrara; pure lui ha però un “paracadute”, come capolista del colleglio plurinominale Romagna. Nella Camera plurinominale Ferrara-Modena, invece, ci sarà Paron, che come sindaco di Vigarano è stata protagonista della ricostruzione post-sisma, tema caro ai territori di confine di entrambe le province. La esponente renziana è stata collocata al quarto e ultimo posto, in un listino guidato da Piero Fassino e che vede Lucia Annibali, l’avvocatessa marchigiana sfregiata con l’acido per effetto di una vendetta ordita dall’ex fidanzato, al secondo posto e il carpigiano Edoardo Patriarca al terzo. Bisogna considerare che Annibali è candidata anche al collegio uninominale di Parma (chi viene eletto in un collegio deve optare per quello, facendo scalare il posto nel listino), mentre Fassino è rimasto senza altre candidature. L’altro collegio uninominale della Camera che comprende il territorio ferrarese, cioè il “sisma” (Alto Ferrarese e Bassa Modenese), è andato secondo le previsioni al parlamentare uscente modenese, Stefano Vaccari.

Marattin si giocherà le chance di elezione in Emilia Ovest. È il terzo di una lista aperta dal ministro Andrea Orlando, anch’egli al momento senza alternative per entrare in Parlamento, e che prosegue con Paola De Micheli, piacentina, sottosegretaria e commissario al sisma del Centro Italia. Si tratta di un collegio che elegge 8 deputati, ci sono la rossa Reggio Emilia ma anche le molto meno collocate Piacenza e Parma. Di sicuro non pochi, a Ferrara, hanno tirato un sospiro di sollievo nel vedere Marattin candidato, ma non su di un territorio dove le ferite di Carife sono ancora aperte.

Al Senato, invece, i ferraresi si troveranno sulla scheda per la coalizione di centrosinistra il nome di Sandra Zampa, deputata uscente bolognese di matrice prodiana. Totalmente monopolizzato dai bolognesi il listino plurinominale Romagna-Ferrara-Bologna, che vede al primo posto il sindaco di Imola, Daniele Manca, poi il sottosegretario Teresa Bellanova, l’altro prodiano Ernesto Carbone e la senatrice uscente Francesca Puglisi, data come vicina a Franceschini. Per trovare un altro candidato ferrarese bisogna risalire la via Emilia fino al plurinominale Modena-Reggio-Parma-Piacenza, che in realtà comincia con l’Alto Ferrarese. Qui, al terzo posto, c’è la deputata uscente Boldrini, dietro la ministra all’Istruzione, Valeria Fedeli, e al modenese Matteo Richetti, vicinissimo a Renzi. La ministra sarà candidata anche in un collegio uninominale toscano, probabilmente Piombino, e se verrà eletta lì potrà liberare un posto nel listino. Quindi le variabili sono ancora parecchie, e condizionano le valutazioni sulla composizione delle liste e il piazzamento dei ferraresi.

Non appare ripescabile, però, Andrea Marchi, che consegna la sua contenuta amarezza a questa considerazione: «Se il partito pensa che questi nomi siano quelli giusti per vincere, nulla da dire, si verificherà alla fine sulla base dei risultati. Mi sembra che non sia stato rispettato esattamente quanto uscito dalla Direzione provinciale. Mettere a frutto in futuro i consensi raccolti? Mah, non vedo grandi aperture in quanto successo negli ultimi giorni, diciamo che mi concentro a fare il sindaco di Ostellato fino al 2019 senza troppe illusioni».

Stefano Ciervo

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