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Ferrara crocevia La cultura si decide qui

Sgarbi-Franceschini: ministeri, libri e mostre E sulla vernice di sabato è subito polemica

Ferrara crocevia della Cultura nazionale. Non solo per la corsa alle urne del 4 marzo, ma anche per tutta la prossima legislatura, se non sono semplici illusioni elettorali scenari e intrecci che s’intravvedono dietro la candidature di Vittorio Sgarbi e di Dario Franceschini, con la compartecipazione di Piero Fassino, tecnicamente contrapposti nei collegi imperniati sulla città estense. Il ministro in carica e uno dei suoi più accreditati successori se lo sono detti anche lunedì a Palermo, a candidature calde, «anche se uno è all’uninominale e l’altro nel proporzionale, l’elettore che mette la croce su Sgarbi non può votare Franceschini, e viceversa, dunque siamo diretti avversari...». In realtà Sgarbi non intende fare una campagna elettorale da anti-Franceschini, come sarebbe forse successo qualche lustro fa, e lo stesso ministro farà sabato la sua prima apparizione in città da candidato... alla presentazione della mostra in Castello della collezione Sgarbi-Cavallini. È annunciato anche il capolista dem Fassino, che da scrittore, al pari dello stesso Franceschini, pubblica con La Nave di Teseo, la casa editrice di Elisabetta Sgarbi, organizzatrice della stessa mostra.

Questo è il primo intreccio di questa bizzarra campagna elettorale. Gli altri gli illustra lo stesso Sgarbi: «Franceschini è l’attuale ministro della Cultura, io sarò il prossimo se Berlusconi vince in pieno, altrimenti potrebbero avverarsi scenario che lascerebbero ancora lui su quella poltrona. Vi spiego. Berlusconi è in testa ma non è detto che il 4 marzo riesca ad ottenere la maggioranza assoluta e fare un governo di centrodestra. Può essere che vinca a metà e che ci siano i numeri per fare un governo di larghe intese con il Pd, cosa che aprirebbe la strada ad un Franceschini bis alla Cultura. Ma c’è anche un terzo scenario, che non vi siano nemmeno i numeri per un governo FI-Pd, e in quel caso si dovrebbe rivotare a settembre, quando Berlusconi sarà probabilmente riabilitato e potrà presentarsi in prima persona, con elevate probabilità di vincere tutto. Ed ecco che torna fuori il ministro per me».

Il critico d’arte su questo punto ha le idee chiare, «nella prossima legislatura o faccio il ministro, e sono qualificato per questo, oppure non entro nemmeno in Parlamento, resto assessore alla Cultura in Sicilia. Così saranno contenti i forzisti modenesi, che mi contestano per non aver lasciato subito l’assessorato: ce l’hanno per non aver sostenuto Samorì, ma era Berlusconi a non volerlo». Articolato il giudizio sul concittadino: «Franceschini si è appassionato al suo ministero, ha avuto il merito di dare il senso del valore della cultura. Ha commesso degli errori, e gliel’ho ricordato: molto discutibili gli accorpamenti di tutte le soprintendenze, compresa l’archeologica che è un mondo a sé; poi c’è la questione delle nomine dei direttori stranieri nei musei italiani, sui quali esiste dal 26 ottobre una sentenza di merito del Tar che è stata secretata. Fino al 5 marzo?». Un’altra correzione che Sgarbi vorrebbe apportare fa riferimento alle regole per la Capitale italiana della cultura, «Comacchio ha gareggiato nella stessa categoria di Palermo, che poi ha vinto, non esiste. Bisogna introdurre la suddivisione in fasce dimensionali». Magari i due si confronteranno su questi argomenti di fronte alle telecamere di Porta a Porta, che li ha già invitati per un confronto (ieri nel salotto di Vespa era annunciato Luigi Marattin, candidato in centro Emilia).

Di sicuro l’inaugurazione “elettorale”, prevista peraltro da mesi, è diventata già fonte di polemica: Leonardo Fiorentini (Si), che fa parte della maggioranza comunale ma non della coalizione elettorale Pd, chiede chiarimenti sull’annunciata conferenza stampa Sgarbi-Franceschini, in virtù della legge che in campagna elettorale fa «divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni». Visto che il Castello è di gestione comunale, Fiorentini, che pure contesta queste rigidità, chiede «quale sia l’interpretazione della norma citata che consentirebbe ai due candidati alle prossime elezioni politiche di partecipare personalmente ad una conferenza stampa di un’attività promossa in collaborazione con istituzioni pubbliche che si svolgerà in un luogo in gestione all’amministrazione comunale e pubblicizzata dall’Ufficio stampa del Comune».

Stefano Ciervo

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