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«Siamo entrati e abbiamo salvato i nostri nonni»

Sconvolti i parenti che non sono riusciti a soccorrere l’anziano «Abbiamo provato a salire, ma il fumo era troppo denso»

POGGIO RENATICO. Sono sconvolti i parenti di Fabbio Malavolta, l’uomo di 87 anni trovato morto all’interno della sua abitazione andata a fuoco. «Alle 4 di questa mattina (ieri, ndr) qualcuno ha citofonato e io e mio suocero ci siamo affacciati...abbiamo capito subito e ci siamo precipitati in strada - spiega il pronipote della vittima Luca Ramini - Arrivati davanti alla casa, abbiamo visto le fiamme, siamo entrati ed abbiamo cercato di mettere in salvo i nonni che abitano al piano terra. Nel frattempo sono arrivati i vigili del fuoco e mentre noi stavamo cercando di salire al piano superiore dallo zio, ci hanno detto di fermarci ed hanno continuato loro». Luca Ramini è dolorante, ha preso una botta ad una gamba ma non si ricorda nemmeno come. «Anche mio suocero (Ramini ha sposato la pronipote della vittima, è dunque un parente acquisito) è scivolato dalla scala nel tentativo di salire e si è fatto male, lo hanno portato in ospedale». «Una disgrazia, una cosa inspiegabile - va avanti un altro dei parenti che ha la pizzeria a due passi dalla casa andata a fuoco - Era con noi da diversi anni, ci vedevamo ogni giorno eppure non sapevamo nemmeno la sua data di nascita. Siamo dovuti andare a chiedere all’ufficio postale qui accanto, per dire». «Io lavoro a Milano, faccio il pendolare - continua Ramini - Mi trovavo qui per puro caso e per fortuna... abbiamo due bimbi piccoli, mia moglie è quasi sempre da sola».

Nessuno riesce a capire cosa sia successo: «Non ci dicono nulla - vanno avanti i nipoti - Non è molto chiara la dinamica, stiamo aspettando». Qualche notizia in più è arrivata verso sera, ma nessuno ha più voglia di parlare. Il dolore è grande, l’adrenalina l’ha fatta da padrona per diverse ore per poi lasciare spazio alla stanchezza e allo sconforto. «Siamo confusi, è da questa mattina alle 4 che corriamo avanti e indietro, non capiamo più molto. Adesso piano piano vedremo come fare, la casa è distrutta e dentro è tutto un gran caos. Intanto andiamo in ospedale a vedere come stanno gli altri, li riportiamo a casa e poi si vedrà. Si vedrà...».

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