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Sono in aumento a Ferrara i donatori di midollo osseo

Sette ragazzi si sono distinti per la loro generosità Il ruolo dell’Admo impegnata a reclutare persone idonee

«I fortunati siamo noi che abbiamo avuto la possibilità di contribuire a salvare una vita, anzi una famiglia come la presidente Admo, Teresa Grappa, ci dice sempre».

È il generoso pensiero che unanimemente i donatori di midollo osseo hanno espresso ieri all’ospedale di Cona dopo aver ricevuto un attestato di riconoscenza per il bellissimo gesto compiuto. Erano Riccardo Rimondi 21 anni di Baricella studente in Scienze dell’informazione, Luca Bulzoni 22 anni di Ferrara studente di ingegneria, Lorenzo Belluzzi 24 anni di Cesena studente in medicina, Chiara Fabbri 35 anni insegnante di educazione fisica a Bondeno, assente perché in Grecia per l’Erasmus Sofia Padovani prossima alla laurea in fisica nucleare, Gabriele Bersanetti 47 anni di Copparo dipendente della Berco anche volontario sul 118 che hanno donato nel 2017 per la prima volta, mentre Lorenzo Marsili di Ferrara è già alla seconda donazione: c’era anche Francesco De Ponti che doveva essere l’ottavo donatore ma quando è stato chiamato perché ritenuto idoneo, ha scoperto di non poterlo fare a causa di un problema di salute, evidenziato dagli esami preliminari, preso in tempo, curato e quindi superato felicemente. Nei loro racconti , tanta semplicità, modestia, naturalezza ma la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante per chi aveva bisogno di aiuto. Il primo a congratularsi con loro è stato il direttore Generale Eugenio Di Ruscio che ha ricordato la tradizione annuale di incontrare, ringraziare e premiare i donatori di midollo unitamente alle associazioni di volontariato come l’Admo e l’Avis che si affianca alla sua attività mettendo a disposizione la sede in Corso Giovecca. Anche il professor Antonio Cuneo primario di ematologia in sostituzione del Rettore, oltre a riconoscere l’importanza fondamentale della donazione ha ricordato il processo articolato che si deve compiere per arrivare alla compatibilità fra donatore e paziente in modo strettamente anonimo e legato ad una banca dati internazionale. Il dato confortante è l’aumento dei donatori. «La rapidità di reperire un donatore è determinante per il buon esito del decorso – ha concluso – e questo è facilitato dalla presenza di vari Centri ognuno dei quali provvede ad una tappa del percorso. Ferrara che insieme alla Regione ha il primato italiano del numero di donatori, si occupa ad esempio della tipizzazione delle varie tipologie della malattia che si completa poi al S. Orsola di Bologna».

Come responsabile del Centro di Ferrara, Gian Luca Lodi ha voluto rimarcare l’entusiasmo che anima il Centro contagiato da quello della presidente e dei volontari Admo.

«La rete che abbiamo creato, la collaborazione che ci dà la Prefettura ed altre realtà locali sono la base del nostro successo – ha voluto rimarcare - così da creare un modello Ferrara portato ad esempio in tutta Italia”. Soddisfazioni condivise sia da Andrea Bontadini del S. Orsola che da Rita Malavolta presidente Admo regionale e nazionale ma soprattutto da Teresa Grappa infaticabile e preziosa ambasciatrice della cultura, del valore e dell’ importanza della donazione».

Admo è un treno su cui si sale ma non si riesce a scendere

Margherita Goberti



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