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«Il costo della mensa non può diminuire»

Portomaggiore, incontro tra il sindaco Minarelli e il Comitato dei genitori «Abbiamo fissato la quota minima, siamo bloccati anche dalla legge»

PORTOMAGGIORE. Il costo dei buoni pasto non può diminuire. È questa, in estrema sintesi, la risposta che il l’amministrazione comunale di Portomaggiore ha dato ai rappresentanti del Comitato mensa che hanno incontrato il sindaco Nicola Minarelli Martedì sera.

Sono più di 250 le firme raccolte e che verranno depositate in questi giorni con cui si chiede che venga fatto un passo indietro e rivisto il prezzo del pasto per i circa 600 bambini che frequentano le scuole del territorio. Fino allo scorso anno, il costo del buono pasto era di 4 euro e 55 centesimi, portato a 5 euro e 10 centesimi, e le famiglie sono insorte. Ma perché questo aumento? «È stata rifatta la gara d’appalto e la società che si è aggiudicata la gara ha presentato un progetto che risponde a tutti i parametri richiesti per legge sulle mense nelle scuole - spiega il primo cittadino - Se si vogliono mantenere certi standard, cui sarebbe impossibile rinunciare, i costi sono quelli».

Da sottolineare che il costo effettivo di ogni pasto è adesso pari a 4 euro e 78 centesimi per il Comune (prima l’amministrazione sborsava 4 euro e 15 centesimi) e di conseguenza non arriverebbe nemmeno a coprire i costi. Le famiglie, però, non ci stanno e considerano la mensa parte integrante del servizio scolastico e di conseguenza una sorta di diritto e per molti la spesa resta comunque alta con più o meno cento euro al mese a figlio destinati ai pasti a scuola. «Chi non può permetterselo perché ha un reddito basso, non paga - va avanti il sindaco - Per quel che concerne la mensa non ci sono fasce di reddito ma l’esenzione o il pagamento totale».

Altro limite per il Comune arriva dalla normativa nazionale la quale prevede che per mensa, trasporti e nido la copertura dei costi da parte degli utenti deve essere almeno del 36% del costo complessivo. In poche parole, se il costo del servizio è pari a 100, chi usufruisce dello stesso deve partecipare per la percentuale richiesta. «Non dipende tutto dalla nostra volontà - conclude Minarelli - Cerchiamo di contenere i costi, che sono comunque tra i più bassi di tutta la provincia ma più di tanto non possiamo fare. Siamo anche passati dal postpagato al prepagato, vedremo se questa manovra porterà maggiori incassi e a quel punto potremmo capire se si può intervenire riducendo i costi perché il Comune dovrebbe incassare quanto previsto».

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