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«Pannoloni, problema di privacy»

Di Lascio (Ordine medici): si dovrà rivelare a Hera la patologia

Sono circa 2.500 i ferraresi che sono classificati dall’Asl come bisognosi di forniture di pannoloni per problemi d’incontinenza. Tutti loro, e anche i malati che per vari motivi non hanno chiesto la fornitura pubblica dei presidi, ma li utilizzano comunque, devono sottoporsi ad una procedura per ottenere da Hera il bonus di 256 aperture aggiuntive gratuite delle calotte dell’indifferenziata, riconosciute appunto agli incontinenti oltre che alle famiglie con bambini piccoli. La richiesta del certificato al medico di famiglia, o all’Asl, oppure la presentazione della bolla di accompagnamento della consegna dei pannoloni, presentano però problemi di vario genere: «C’è una questione di privacy che va sollevata - sottolinea Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine del medici - Perché queste persone, alcune delle quali appunto non richiedono nemmeno la fornitura gratuita dei pannoloni per riservatezza, dovrebbero consegnare ad una società privata informazioni sul loro stato di salute? Si tratta di dati sensibili, su questo non c’è dubbio». Nella maggioranza dei casi, poi, l’Asl è appunto a conoscenza delle condizioni di queste persone, «il Comune potrebbe chiedere direttamente all’Asl l’elenco degli aventi diritto alla detrazione e girarlo, magari con i soli codici utenti o con diciture molto generiche e rispettose, direttamente a Hera - è il suggerimento di Di Lascio - Il certificato dei medici di famiglia, infine, è una prestazione al di fuori della convenzione con l’Asl, quindi il professionista può decidere di chiedere un pagamento. E l’Ordine dei medici non ha titolo per intervenire».

Per questo motivo Di Lascio, in una lettera inviata il 19 gennaio all’assessore Caterina Ferri, ha bocciato la proposta del Comune di sottoscrivere una convenzione per la certificazione gratuita, rinviando semmai alle organizzazioni di categoria. Nella lettera il presidente dell’Ordine suggeriva anche di utilizzare nei documenti da inviare a Hera solo il termine «presidi sanitari», evitando ulteriori approfondimenti.

Al momento sono già centinaia gli utenti che hanno richiesto la certificazione al medico di famiglia.

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