Quotidiani locali

Poste Pay bloccata Parte la denuncia al manager aziendale

Portomaggiore: l’ordinanza del giudice è stata ignorata Il giovane, cardiopatico, da mesi non può usare i suoi soldi

PORTOMAGGIORE. Da ottobre non può disporre dei diecimila euro depositati sulla sua carta Poste Pay Evolution perché la tessera è stata bloccata. Di fatto, è rimasto senza soldi al punto che, cardiopatico, è stato aiutato dal suo stesso legale a sostenere le spese per una visita medica privata. Per far valere i suoi diritti ha percorso tappa dopo tappa tutta la trafila, dal reclamo scritto all’ufficio postale di Portomaggiore su su fino a denunciare il legale rappresentante di Poste Italiane e ottenere dal tribunale un decreto ingiuntivo nei confronti della stessa azienda. Finora, senza ottenere risultati concreti, nonostante i giudici gli abbiano dato ragione.

«Ma se il decreto ingiuntivo non sarà rispettato entro metà febbraio - promette l’avvocato Antonio Frascerra - procederemo all’esecuzione forzata con istanza di pignoramento».

Quella in cui è rimasto invischiato il giovane portuense, un libero professionista programmatore di sofware, è una vicenda kafkiana.

L’11 ottobre scorso, mentre sta eseguendo un pagamento con la Poste Pay Evolution in un negozio di Ferrara, la transazione viene negata. Imbarazzo a parte, il ragazzo si rivolge all’ufficio postale di Portomaggiore, dove gli consigliano di presentare reclamo scritto. E così fa, pensando si tratti di un disguido di breve durata. E invece cinque giorni dopo la tessera è ancora fuori uso, e il giovane si rivolge all’avvocato Frascerra.

Anche il secondo reclamo, partito dallo studio legale, finisce nel nulla, così il 23 ottobre si passa al ricorso cautelare d’urgenza (visto anche il stato di salute del ricorrente), davanti al Tribunale Civile. Poste Italiane si costituisce e chiede un rinvio per studiare il caso, ma senza fornire garanzie sui tempi. Ci pensa il giudice Giusberti a fissare la nuova udienza per il 7 dicembre, e in quell’occasione dà piena ragione al ragazzo, ordina a Poste Italiane di sbloccate la Carta e la condanna a rifondere il ricorrente delle spese legali, 2000 euro. I soldi del risarcimento arrivano, ma la tessera resta muta. A quanto sembra, il blocco sarebbe dovuto a una serie di controlli dell’azienda, a livello nazionale, sui movimenti di denaro «ma a noi non è arrivata alcuna comunicazione né tantomeno contestazione», osserva Frascerra. Si passa a un nuovo reclamo all’ufficio postale di Portomaggiore, stavolta allegando l’ordinanza del giudice, ma il disservizio permane. La pazienza del titolare della Carta resiste fino al 23 gennaio, quando si decide ad andare dai carabinieri per denunciare il legale rappresentante di Poste Italiane per inosservanza di un provvedimento del giudice. È di un paio di giorni fa un ulteriore (ma certo non ultimo) capitolo di questa odissea infinita: il 30 gennaio il giudice civile Sangiuolo emette un decreto ingiuntivo, provvisoriamente esecutivo, per far riavere al ragazzo i suoi benedetti diecimila euro. La notifica a Poste Italiane è attesa per metà febbraio: «Se non sarà rispettata l’ingiunzione, faremo richiesta di pignoramento - conclude Frascerra - Poi si passa all’istanza di fallimento, ma è chiaro che tutta questa è una vicenda assurda».

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon