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Tre progetti contro le frane

Incontro in prefettura sui disagi in via canal Bianco, ora si cercano i finanziamenti

FERRARA. Ieri mattina in prefettura a Ferrara sono stati presentati tre progetti che hanno l’obiettivo di risolvere una volta per tutte il problema delle frane legato a via canal Bianco. Da tempo via canal Bianco, che collega Bondeno con la città passando per Vigarano Mainarda, ci sono continui problemi causati dalle sponde che franano mettendo a rischio, e pericolo, il transito della strada che per quai la sua totale lunghezza corre parallela a canal Bianco. Negli anni sono stati fatti interventi a tampone ma c’è la necessità, sempre più impellente, di un intervento definitivo.

All’incontro in prefettura, presieduto da Emanuela Milan, capo di gabinetto del prefetto, hanno partecipato il sindaco Barbara Paron e per Bondeno c’era l’assessore Marco Vincenzi. Entrambi erano accompagnati dai responsabili dell’ufficio tecnico dei loro comuni. Per Ferrara invece c’erano solo i tecnici comunali. Per il Consorzio di bonifica pianura di Ferrara insieme al presidente, Franco Dalle Vacche, c’era l’ingegnere Gianni Tebaldi. Per cercare di risolvere, definitivamente, il problema delle frane in via canal Bianco sono stati presentati tre progetti. Il primo prevede uno spostamento dell'alveo del canale che comporterebbe una spesa di 4,5 milioni di euro. Il secondo punta sul rafforzamento strutturale delle sponde con un sistema altamente innovativo e che, a parere dei tecnici, sta dando buoni risultati dove è stato applicato. Il progetto sarebbe anche poco invasivo ma costerebbe 11 milioni di euro. La terza soluzione opta per un sistema molto invasivo con l'utilizzo di manufatti in muratura. In questo caso la spesa si aggira sugli 11 milioni di euro. Il passo successivo è quello di incontrare la Regione. Per stringere i tempi dopo l’incontro il sindaco Barbara Paron ha contattato l’assessore regionale Paola Gazzolo che ha dato assicurazione per un incontro, a breve, per valutare e approfondire le caratteristiche dei tre progetti e studiare come si potrà inserire, quello prescelto, nella banca dati del piano nazionale, “Italia sicura”, per la riduzione del rischio idrogeologico da frane e alluvioni. (g.b.)