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«A casa i migranti di troppo E il turismo non ci basta»

La leghista Tomasi (centrodestra): Franceschini? Chiede voti a chi ha azzerato Non siamo estremisti, io sono cattolica e moderata. La coalizione sta con me

Sulla carta, e per i sondaggi a un mese dal voto, è Maura Tomasi la sfidante numero uno del ministro Dario Franceschini per il seggio della Camera Ferrara. Ieri c’è stata la presentazione della candidatura dell’avvocato leghista comacchiese, che corre per la coalizione di centrodestra, e naturalmente il confronto con Franceschini è finito subito nel mirino, a partire dal tema della sicurezza.

Lei è partita con un giro alla Gad assieme a Naomo Lodi, segretario della Lega. Come l’ha trovata?

«Ho la testimonianza di mia figlia, che viene a studiare a Unife. Inizialmente andava in treno, da Ostellato, ma poi ha iniziato a dirmi “mamma, ho paura alla sera a girare in zona stazione”, e allora le abbiamo preso l’auto. Sono le stesse cose che ho sentito ripetere dagli abitanti, questa mattina. Un barista cinese mi ha detto che non ne può più, c’è bisogno di sicurezza. Un signore di 70 non esce più la sera, sono tutti agli arresti domiciliari: non è possibile andare avanti così».

Tutta colpa dei migranti? Molti tra l’altro vengono dalla Nigeria, con la quale non ci sono accordi per rimpatri o respingimenti.

«Bisogna prendere atto che molti migranti arrivano da paesi dove non c’è guerra. Questi soggetti vanno rispediti a casa loro, in Tunisia, Marocco, Nigeria o Bangladesh che siano, il guaio è che in molti casi i loro paesi non li vogliono indietro. Per questo dico che la priorità assoluta, in caso di elezione, è premere sul governo per predisporre accordi internazionali con questi paesi, con i quali gestire il problema dei flussi migratori. L’accoglienza va concessa solo ai migranti ai quali possiamo offrire dignità e lavoro».

Il suo principale avversario, Franceschini, parte in posizione di vantaggio anche per la maggiore notorietà e un profilo politico da moderato, potenzialmente in grado di attrarre voti centristi. Contromosse?

«È vero che il ministro è più noto di me, siamo anche colleghi però in tutti questi anni non ho mai avuto modo di vederlo calpestare i pavimenti del tribunale... In ogni caso, Franceschini si presenta oggi ai ferraresi dopo aver votato nel novembre 2015 l’atto di azzeramento dei risparmi di 32mila ex Carife, tra i quali la sottoscritta, erede di azioni di mio padre, che come tanti considerava quella banca quasi un ente pubblico. Non sarà facile per lui spiegare ai ferraresi perché nulla fece per evitare questo disastro, mentre la Lega è stata la prima a muoversi per i ristorni e il recupero delle spese legali in favore dei risparmiatori, anche se poi il Pd si è accodato».

Siete scoperti al centro?

«Contesto questa affermazione, che la Lega sia un partito estremista: sono i giornalisti che ci hanno sempre descritti così. Il razzismo proprio non ci appartiene, e personalmente mi considero una cattolica moderata, non sarei qui se avessi un profilo di altro genere, mi creda».

La fase delle candidature è stata convulsa anche nel centrodestra, e il suo nome è uscito quasi solo come scelta della Lega: esistono o no sinergie con i candidati e le forze politiche del centrodestra?

«Assolutamente, sono a pieno titolo la candidata dell’intera coalizione. Sgarbi? Non sarò alla prima della sua mostra in Castello (oggi, ndr) ma alla conferenza di San Lazzaro di Savena con tutti i candidati leghisti. Però ribadisco che tutte le mie iniziative saranno concordare con gli altri candidati territoriali della coalizione».

Torniamo alle emergenze del territorio. A fianco della sicurezza c’è sicuramente il lavoro: il Pd e Franceschini puntano su turismo e cultura come volano per l’economia. Idea sbagliata?

«Per carità, non si butta via nulla, lo sforzo fatto da Franceschini in questa direzione è apprezzabile. Il fatto è che non basta, se in centro a Ferrara come a Comacchio chiudono i negozi, se per spostarsi bisogna percorre una superstrada agli 80 all’ora, come ho fatto io oggi, perché non si può spingere oltre. Mancano le infrastrutture».

Ricette alternative?

«Bisogna ridare valore al lavoro, visto che i ragazzini al mare fanno la stagione per 8-900 euro al mese con 12 ore di lavoro, e in fabbrica si va per 1.000 euro. Trump ha svalutato il dollaro e ora l’America vola, la Gran Bretagna ha fatto lo stesso con la sterlina. E basta con Euro sì o no».

Stefano Ciervo

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