Quotidiani locali

«Copparo in futuro viaggerà a due velocità»

Il nuovo assessore Farina illustra gli obiettivi principali del suo mandato «Rapidi per i progetti esistenti, lenti per pianificare lo sviluppo delle eccellenze»

COPPARO. A due mesi dall’insediamento del nuovo assessore Diego Farina (deleghe a valorizzazione del patrimonio, ambiente, turismo e Unesco), gli abbiamo chiesto le linee guida del suo impegno nei prossimi mesi, dopo la rapida presentazione al momento dell’insediamento. Presente anche il sindaco: «Farina - spiega Nicola Rossi -, si è immerso in modo efficace nell’ottica della nostra amministrazione. Era necessario un atteggiamento trasversale ai vari filoni, seguendo comunque un filo conduttore che è quello della consapevolezza di avere risorse importanti da impiegare per lo sviluppo, allargando il punto di vista di un ruolo che resta operativo. L’intenzione è quella di valorizzare Copparo e il territorio, consapevoli dei punti di forza e delle molte eccellenze, e allo stesso tempo consentire una crescita comune. Questo format vuole aprire porte che saranno enormi e saranno aperte per tutti».

Farina racconta a grande linee gli obiettivi di mandato: «È da tempo che non si premiano più i bei progetti con una sorta di start up, per farli partire e poi, magari, arenare. In questo tempo i progetti ben realizzati, interessanti, innovativi e ben studiati sono importanti, ma non bastano più. Adesso questi progetti bisogna farli partire, perché poi i finanziamenti arrivano solo una volta che sono avviati, quando dimostri di poterli condurre in porto. E, quindi, servono tempi certi, scelte precise. Il futuro, probabilmente, avrà interventi a due velocità: da una parte proposte rapide, essenziali, progetti che magari già ci sono e che servano a portare il territorio a seguire le stesse velocità di intervento. Poi una progettazione lenta, che comporti uno sviluppo solido, diffuso, basato sulle eccellenze. Ad esempio: abbiamo il marchio Deco, per la denominazione di origine comunale per i prodotti di eccellenza. Benissimo: ma si deve puntare sui prodotti, farli conoscere, dare la spinta giusta, e poi la denominazione locale può cominciare a fare il suo lavoro di garanzia. Oppure, per ragionare sul piano dello sviluppo a più lenta velocità, abbiamo un territorio che ha varie possibilità. Copparo è al centro di tutto: fra costa e città, tra due fiumi, in un territorio riconosciuto dall’Unesco. Non basta far passare il turismo lento, ma si deve puntare anche a far fermare chi attraversa il territorio, per coinvolgere, attirare. Per farlo non solo serve pianificazione, dalle ciclabili alle vie d’acqua ai percorsi artistici, ma è fondamentale la consapevolezza del proprio valore».

«Questo nostro territorio - conclude - ha la particolarità di essere facilmente percorso, ma dobbiamo essere noi i primi ad essere consapevoli di avere non solo qualcosa da offrire, ma un di grande valore. Ci sono i piani urbact di azione urbana, che a livello europeo puntano a far crescere la conoscenza reciproca dei territori, oppure tutto il discorso dello slow, dal turismo al cibo “lento”. Più è lento, più richiede una progettazione lunga e precisa; ma che deve soprattutto partire dalla consapevolezza della propria identità locale e territoriale».

Alessandro Bassi

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