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Restauro ad alta quota San Cristoforo pronta per la fine dell’anno

Sistemate le navate laterali, ora si lavora anche sulle cupole Sopralluogo dell’assessore Modonesi ieri al grande cantiere 

È un lavoro di restauro a tutto campo quello che stanno realizzando all’interno della chiesa di San Cristoforo e che nei prossimi mesi restituirà alla città una delle chiese più belle e ricche di storia.

Ieri pomeriggio è stato fatto un sopralluogo tecnico dall’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi nel cantiere per avere informazioni dai tecnici che dallo scorso autunno stanno lavorando senza sosta. Con la responsabile del progetto, architetto Tania Ciammitti, ci sono anche i responsabili delle due ditte che, unite in una Ati, si sono aggiudicate l’appalto per la ristrutturazione del tempio: E.T. Costruzioni (Emanuele Tuffanelli) di Ferrara e la Sangiorgi Costruzioni di Bosco Mesola. Il finanziamento quasi interamente coperto dalla regione è di 1,2 milioni di lire. Entro l’anno, ma forse se la stagione è propizia si può pensare anche per la commemorazione dei defunti, il restauro sarà ultimato. In questi primi mesi di lavoro, lo sforzo si è concentrato prima di tutto nel recupero e nella salvaguardia delle numerose opere artistiche conservate all’interno della chiesa. Si è proceduto poi a sistemare e a fessurare tutte le crepe che si erano aperte nelle navate laterali, soprattutto quella di destra.

In questo momento si sta lavorando per risanare i soffitti delle chiesa ma soprattutto nei solai dove si stanno rinforzando le cupole e i collegamenti. Un lavoro certosino svolto a oltre 20 metri di altezza nei solai dell’antico tempio, che prevede anche la posa di una rete in fibre d’acciaio e l’innesto di calce idraulica naturale in grado di amalgamare meglio la struttura muraria.

Per l’occasione è stata rifatto l’impianto elettrico per poter lavorare al meglio in un sottotetto che presentava molte criticità.

Terminato il lavoro alle volte interne, inizierà quello più complesso della sistemazione esterna del tetto. Interventi in atto anche nella facciata che insieme alla parti altre del transetto e della navata centrale che rappresentano le maggiori criticità dell’intero restauro.

Il sogno, una volta riaperta la chiesa, è anche quello di restaurare il coro ligneo della sacrestia, un altro pezzo di storia di Ferrara risalente a oltre 500 anni fa. (g.p.z.)

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