Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Sul ring del Castello due campioni di fair play politico

Sgarbi, il critico d'arte: uno di noi sarà ministro, fingiamo di combatterci. Franceschini, il ministro: lui è così bravo in arte, peccato faccia politica

Mostra collezione Sgarbi-Cavallini, vernissage con politici e vip



A parlare di mostra da “larghe intese”, citando l’Ariosto («in Toscana da commissario antimafia, come Grasso»), è stato Sgarbi: «L’arte unisce e indica le grandissime intese, Ferrara è la capitale dell’anima, dove tutto è accaduto. Io e Franceschini fingiamo di combatterci, ma ci ritroveremo assieme nell’altro mondo», uniti dall’amore per l’arte. In ballo c’è anche la possibilità di rendere permanente la mostra, evocata da Elisabetta («è un punto di partenza e non di arrivo, un incontro ancora più profondo tra collezione e città»), e che Franceschini ha sfumato in «chissà cosa succederà, che non sia solo una mostra». Per non lasciare il solo retrogusto dolciastro alla giornata, il ministro ha lasciato cadere la battuta: «Sgarbi è così bravo quando parla d’arte, che è un peccato concederlo alla politica». Poi si è fatto guidare nel cuore delle passioni di un’intera famiglia. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA