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Il ponte è finito e il progetto Idrovia prende forma

Ostellato, dopo anni di ostacoli il viadotto è pronto Nelle prossime settimane la demolizione di quello vecchio

OSTELLATO. Il ponte è finito. Manca da fare tutto il resto per arrivare al completamente dell’opera, ma certamente un grosso passo avanti è stato fatto dopo anni di stop forzati, ditte fallite e progetti da rivedere con tanto di appalti da assegnare per ripartire.

Nei giorni scorsi l’asfaltatura e gli ultimi dettagli mentre si procede alla realizzazione del nuovo svincolo e soprattutto, quanto prima, alla demolizione del vecchio ponte. Completata la posa dei sottofondi, ricompattate le rampe, i tecnici sono anche intervenuti sugli isolatori sismici perché non erano stati posati correttamente. E adesso? Adesso tocca al sistema viario, tutto in funzione sì dell’Idrovia ma anche dei cittadini che dal centro del paese potranno arrivare direttamente al cimitero in sicurezza, senza essere costretti a percorrere una delle strade più pericolose della provincia.

Il nuovo ponte è stato realizzato a fianco all’esistente che deve restare in esercizio fino al completamento e messa in funzione della nuova opera. Quindi sarà demolito perché troppo basso e le imbarcazioni non potrebbero passare. L’opera prevede: la costruzione del nuovo ponte strallato a tre campate in sostituzione del ponte esistente; la risagomatura e l’allargamento del canale navigabile in corrispondenza della curva del corso d’acqua a Ostellato; l’adeguamento della viabilità annessa nei pressi del cimitero del paese.

Il sindaco di Ostellato Andrea Marchi, che ha ricordato come «l’Idrovia Ferrarese rappresenta un segmento di un discorso più ampio, un progetto con grandi aspettative, che non soltanto coinvolge otto Comuni della Provincia di Ferrara, ma si inserisce in un quadro interregionale, nazionale ed europeo. E proprio con l’Europa - ha sottolineato - d’ora in avanti dovremo dialogare e competere, con una nuova sensibilità nei confronti delle via d’acqua, intese come veicolo turistico e commerciale. Stiamo costruendo un bellissimo ponte che sarà la porta di ingresso al nostro paese e ai nostri territori e che risolverà alcune situazioni critiche, come la questione della viabilità nella zona vicino al cimitero». Oltre agli obiettivi di ridurre l’impatto ambientale, il traffico su gomma e il conseguente tasso di incidentalità, favorendo un sistema di trasporto commerciale sulla via d’acqua, i lavori dell’idrovia rappresentano anche un grande strumento di coesione territoriale: da Pontelagoscuro a Porto Garibaldi un’unica via attraverso le Valli, con l’idea di una ciclabile che possa davvero servire tutto il territorio.

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